-si si tu scherza, intanto te ce vojono armeno du giorni p'aripijatte. Er bello è che io n'ho mosso paja, penza, artrimenti te facevo morì
metallari bagnati metallari fortunati. se mai pioverà. fiumi di magliette nere con strani simboli si scodellano da queste parti stasera, passano e si ripassano le catene l'uno sulla schiena dell'altro, amici, presumo, e sono tutti felici. i vigili vigilano il passaggio delle acque, i cani zampettano e scodinzolano al fischiettio dei fischietti. concerto al solito campetto di pallone qui dietro, tra un po' si chiudono le imposte, devo preservare la serenità dell'ambiente.
andrò in loco (ameno) a vedere se riesco a imparare un pò di gaelico. a ripassare il repertorio dei clannad. a prendere lezioni di bodhran. a gonfiare un pò il pancino con della birra spillata come si deve, corpo di mille balene.
i Colonna, gentili, mi hanno incoronato, ieri mattina. l'alloro ce l'ha messo mia madre, colto dal giardino di casa sua. "tudo de bem" mi ha augurato, stasera, la prof. un augurio bellissimo, senza dubbio. "alla machado" ha detto. obrigadinho, ho detto io.
-guarda che vederci tre volte in una settimana comincia a diventare tantuccio, adesso che c'hai il mandrillo...
-hmmmm.... si, e poi è pericoloso mettere troppo spesso il fuoco vicino alla paglia
-già. scusa, no, tanto per sapere, e chi sarebbe il fuoco?
-ma tu, naturalmente, sei la paglia
ah, ecco, volevo dire
-ciao, scaramacai, dimmi tutto, cosa volevi?
-niente, volevo solo salutarti, ma tu da un po' di tempo vai a letto con le galline, oltre che con i polli! ah ah
povero tipografo, gli fischieranno le orecchie, sicuro.
a proposito di tipografi, lei dice che è un editore, e che c'ha quindi una casa editrice, io non lo conosco ma ho sempre sospettato che fosse un tipografo. quando mi parla di lui, a me viene immediatamente davanti agli occhi la faccia di peppino de filippo nel bellissimo film con totò "la banda degli onesti", e me lo raffiguro così. l'altro giorno, quando mi ha telefonato col tono melodrammatico che le appartiene per dirmi che l'ometto in questione si è maciullato due dita lavorando a un macchinario, la prima cosa che mi è venuto di dirle è stata: -visto? avevo ragione io, non è un editore, è un tipografo, altrimenti non lavorerebbe alle macchine.
e giù che sono un insensibile e cose del genere.
tanto la conosco, e conosco i suoi toni, sapevo che, a farla tragica, si trattava di uno spelacchiamento, e pure superficiale, o di una rosicatura di unghiette. a sentire lei, due dita gli erano rimaste nella macchina, quando lui aveva strappato via d'istinto la mano. e invece è a casa, con la sua manina intatta. figurati...
Bitta era la ciccia della classe, al liceo.
da un po' di giorni la si può vedere regolarmente in facoltà, incastonata in una delle nicchie che ci sono all'ingresso, pretenderebbe di studiare lì...
eravamo i due deficienti della classe, solo che io ero un deficiente e basta, lei era la deficiente ciccia. e questa deficienza ci ha portati ad avere una carriera liceale quasi identica, saltellavamo allegramente da una sezione all'altra e da una scuola all'altra ogni volta, e non sono state poche, che i prof pensavano che non meritassimo di avanzare. ok, avanzare no, ma neanche fermarsi, e limitare le nostre conoscenze di prof, o di compagni, e ci eravamo prefissati di arrivare a studiare sui libri di quante più sezioni possibili, e porca miseria, se non ci siamo riusciti...
di certo non ci accordavamo, ma ci si trovava sempre nella stessa classe, quando riprendeva la scuola a settembre, e questo perchè le informazioni sulla sezione più abbordabile prima, e sulla scuola meno rigida poi, erano le stesse.
ci ha diviso l'ultimo anno, lei è rimasta al privato, io sono ritornato al prestigioso, ma più che altro statale, e quindi molto meno oneroso per le tasche del mio babbuccio, tito livio.
giornata di rimembranze, oggi.
mi ha messo al corrente di cose che ignoravo. se vi può interessare, a parte i soliti matrimoni separazioni figli aborti e morti, il prof di latino che risponde al nome di A.T. sta dall'altra parte. e io che credevo, ingenuo, che fosse semplicemente una persona dai modi delicati, molto delicati. e, in seconda posizione, la notizia che il professorino giovane e fighetto di greco ci ha provato con lei (mica scemo, la ragazza meritava, e merita questo tipo di interessamento). e mi dice di parlare piano e di non fare il suo nome, che adesso sta con una ragazzina che frequenta questa facoltà.
pssst, per carità, non facciamoci sentire.
ore 13,25, telefonino.
-buonjorno (il tutto molto cantilenante), eu sono u professor castru, estou qui a padova e ho u suo lavoru, se vuole passare eu estou. lei può passare, è gi padova?
-(per tutti i diavoli) si ma in questo momento sono a un corso di formazione a vicenza (porca sozzona) potrei partire subito (porca puttana) ma se lei sta andando via... (miseriaccia infame)
-eu adessu vado a manjare qualcosa di lijeiro, estarò qui ancora un pouco
-allora parto subito, mi dia il tempo di arrivare
-alora la aspetu, estou aqui al bar da ****, estarò finu alle due i mesa
-volo, infinitissimo professore, volo!
non vi racconterò, amici lettori, di quello che ci siamo detti, non vi riguarda nel modo più assoluto, ma una cosa vi prometto: se (se) le mie orecchie sentiranno ancora una sola volta un commento anche minimamente negativo, anche appena appena denigratorio, o anche solo una mezza parola che non sia di assoluta stima, sul mio adorato e non mai abbastanza lodato prof, beh, io vi prometto che non mi limiterò più a esprimere il mio dissenso, o a prendere solo oralmente le sue difese, giustificando tutti (perchè poi sono tutti perfettamente giustificabili) i suoi atteggiamenti. no. alzerò le mani. lancerò il guanto di sfida. sguainerò il ferro. dissotterrerò l'ascia di guerra. adirò le vie legali. impugnerò un'arma. impugnerò un bastone. impugnerò un pugno, impugnerò qualsiasi strumento che mi possa essere di aiuto, nel tentativo di convincimento e di persuasione, nella mia nuova missione di proselitismo.
sappiatelo.