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{Wednesday, March 31, 2004}

 
non stavo mica prendendo sonno, ieri mattina, dal dentista? sapete come succede, vero? dopo mezz'ora che fissi il soffitto, gli occhi cominciano a socchiudersi, sempre di più, fino a chiudersi del tutto, il respiro si fa pesante, la bocca, dapprima spalancata, si rilassa, i pensieri si intorpidiscono...
-apri la bocca! urla, giustamente, il dentista, che nella bocca mia stava ravanando, e quindi la mano sua si trovava imprigionata lì dentro
-ui, ui, e ui i aoi, ui (oa oa...) che detto senza una altrui mano in bocca sarebbe: "scusi, scusi, per tutti i diavoli, scusi (porca sozza...)

posted by Umbe 1:51 PM *** |


{Monday, March 29, 2004}

 
domani.
adesso devo andare

posted by Umbe 10:41 PM *** |


{Sunday, March 21, 2004}

 
Ah, che bella serata ho passato.... dopo il lavoro sono andato in un locale sui colli con vivi e un po' di altra gente, ma non era serata per stare con loro, l'atmosfera rimaneva bassina, e cosi quando siamo usciti per tornarcene a casa, ho raggiunto marco e gli altri che uscivano da un locale, a padova, qualcuno era stanco ed è andato a nanna, marco maddalena graziella e l'imbecillotto che sta scrivendo siamo passati in un altro posto. ohi, pensavo che le due fossero due deficenti, e invece no, beh magari maddalena si, ma graziella no.
ma no, che scherzo. in realtà etc etc.
mi sa che.
si vedrà.
ieri si è laureato ve-lo-dirà-lui-se-vuole, gli amici organizzatori hanno pensato di vestirlo da pizzaiolo, e così hanno chiesto a me se procuravo l'addobbo. uno mi ha chiesto se per carnevale gli posso prestare la roba, e io ho detto wow che bello io mi vesto così per andare a lavorare e c'è chi si vuole vestire così per far ridere, perchè evidentemente trova che questa tenuta sia buffa, ridicola...
ad ogni modo, congratulazioni, dottore, sei stato un fenomeno.
bravo davvero. bravo bravo bravo.

posted by Umbe 3:50 AM *** |


{Thursday, March 18, 2004}

 
quattro salti in predella.

supervisione, quattro ore di vita buttate via.
lo psicologo, la copia italiana di art garfunkel, uguale uguale uguale, la prima volta che ci ho partecipato, s'è messo le mani sui suoi sparuti e sparati, anche, capelli, chè ho dato manforte a marco nella furibonda litigata con gli operatori di un'altro ramo dell'associazione. la seconda volta marco e io siamo riusciti a stare in silenzio per due ore, poi non ce l'abbiamo più fatta, non abbiamo più retto alle provocazioni, e giù di nuovo di cattiveria. propositiva, ma pur sempre cattiveria.
ieri, sarà stata l'aria primaverile, non abbiamo litigato, e dunque il tutto è risultato pure alquanto noioso. m'ha ripreso, il capocomitiva, perchè guardavo continuamente alla finestra, con la bava alla bocca, dice ti invidio, chè guardi fuori con tanta voluttà, cosa stai guardando? dico fa bene a invidiarmi, sul lungargine stanno correndo decine di capilavoro (o capolavori - boh) della natura, fiore di culi, crema di deretani, soutè di fondoschiena.
ah - dice - voi, ma le ragazze?
lascio cadere la cosa, per educazione e per non offendere nessuno, ma la risposta intima (ossia, taciuta) è stata chissenefrega, si accontenteranno di guardare noi qui, oppure di ascoltare i tuoi cazzi di ragionamento, cosa vuoi che ti dica....

posted by Umbe 2:33 PM *** |


{Monday, March 15, 2004}

 
venezia.
mentre Vivi legge il papiro e beve vino, il gestore del ristorante in cui lei lavora un paio di giorni la settimana tira fuori da una borsa, da bravo veneto, un salame e un coltello, si appoggia a una panca, e si mette ad affettare. la moglie intanto apre il fiaschetto di rosso. poi lui mangia. e lei beve. poi mangia lei. e beve lui.
coppia affiatata.

indovina chi viene a cena.
seduti in una lavanderia a gettoni, sidney poitier e viso pallido suo amore stanno abbracciati teneramente, in silenzio, e guardano assorti il cestello della lavatrice (leit motiv della giornata, evidentemente) come fosse uno schermo. o un tramonto.
romanticherie di venezia.

posted by Umbe 9:15 PM *** |
 
Quand’ero bambino, e a dire il vero anche durante l’adolescenza, speravo sempre che il postino arrivasse e portasse posta per me. Posta che sarebbe stata lettera, o cartolina, o un lascito, chissà mai... e non arrivava mai una sega.
Poi, negli anni, cominci a sperare che non arrivi niente, che quando in cassetta c’è qualcosa sono solo rogne, tasse universitarie, bollette, ingiunzioni di pagamento, multe, avvisi del ministero delle entrate, inviti a comparire, per non dire di quando viene addirittura il messo comunale, un ometto che ti porta tanta sfiga a casa e te la consegna anche con un ghigno di soddisfazione, e per non dire poi di quando trovi un avviso di giacenza, per cui la sfiga rognosa devi pure andartela a prendere alle poste centrali, e devi anche pagare, per ritirarla. Robe da non credere....
E naturalmente, questa posta, arriva.
Sempre.
E copiosa.
Apro la cassetta con la speranza di non trovarci niente. Con il terrore di trovarci qualcosa.
Vuota!
Yuhuuuuuuuu diosialodatooraesemopreamen!

Nella vita di un uomo ci sono dei tempi morti e degli spazi vuoti che quest’uomo non sa come gestire, o riempire.
Come quando devi uscire ma per uscire devi aspettare che la lavatrice lavi quel pantalone, perché oggi voglio proprio quello, e poi quando ha finito di lavare devi aspettare che la lavasciuga li asciughi, quei pantaloni, o me li metterò bagnati, seppur centrifugati?
Allora che faccio? A intervalli regolari di quindici minuti, scendo, con un sentimento di ansia mista a paura, apro la cassatta della posta, constato che non c’è niente, esulto, giubilo, urlo un urlo liberatorio, salgo in casa contento come un totti davanti alla playstation.
Caffè, cicca, scrivo cazzate che poi posto sul blog.
Scendo, ricontrollo la posta, non c’è niente, di nuovo, scene di festa etc etc e così via.
Si saranno asciugati i miei pantaloni? Controllo...
.....
yippie-eeeee ok ci siamo stiro ed esco

posted by Umbe 1:06 PM *** |


{Monday, March 08, 2004}

 
Automobilisti... bisognerebbe, ogni tanto, randellarne un paio per educarli tut... per educarli tu.... per educarne un paio.

Mia mamma dice che un genitore, e in particolare una mamma, certe cose che riguardano i figli se le sente dentro, c’è un legame particolare per cui può succedere che senta quando a un figlio sta per capitare qualcosa, o quando succede qualcosa, effettivamente, a distanza.
-come quando hai avuto l’incidente – mi dice – io, appena mi hanno chiamato e mi hanno detto che era successo un incidente, ho pensato subito a te.
-per forza, ti ho chiamato io

posted by Umbe 3:33 PM *** |


{Sunday, March 07, 2004}

 
La vecchia al lavoro, e quando dico vecchia intendo dire proprio vecchia, e quando dico al lavoro anche in questo caso intendo dire proprio al lavoro, stasera mi ha messo una mano nel sedere. Mica la mano morta, macchè, l’ha proprio sistemata lì, con scioltezza, tranquillamente, col ditone medio a ravanare, in cerca di chissà cosa.... Attenta vecchia, perché in periodi come questo prendo su di tutto, non sai quello che rischi.
Non guardo in faccia a nessuno.
Teoria del carciofo.
Ottima birra dopo il lavoro con fast olo mario gino e sergio, localino di cui ignoravo l’esistenza, caruccio. Olo, perché è un ragazzo buono, mantiene i contatti con l’est europeo. Dice che Sua Emanazione ha onorato questa città con la sua presenza, la scorsa settimana, toccata e fuga. L’unica cosa bella e interessante, di questa cosa, è che dopo la toccata, c’è stata la fuga. Sciò, pussa via.

Sciò, pussa via.

posted by Umbe 3:18 AM *** |


{Friday, March 05, 2004}

 
enea, questa è dingle. In fondo a questa strada, sulla sx, dove c'è l'ultima casettina rossa, c'è il pub dove sono andato a bere da solo, incazzatissimo, mentre lei si lavava e telefonava a casa.
non è bellissimo?

posted by Umbe 1:08 PM *** |


{Thursday, March 04, 2004}

 
"oi, umberto, agora que vc já terminou o curso, não seria mais conveniente consultar o dicion. na biblioteca? Ou os dicionários on line? Tente este endereço: www.*********
De qualquer forma, eu uso o dicion. de ***, P*** Editora.
até mais
prof. bianca"

grazie. a dire il vero non è per me, ma poi, ma se io ti chiedo di consigliarmi un dizionario, non puoi consigliarmelo e basta? devi per forza dire la tua? e poi ti pare che abbia finito il corso senza neanche avere un dizionario?

un paio d'ore più tardi

"ciao, umberto, ma se vanno in brasile conviene prendere un dizionario
esclusivamente con la terminologia brasiliana, e conviene comprarlo in
brasile che costa meno di qua.
ciao
bianca"

avete notato? nel giro di due ore è passata a scrivere in italiano, e si è presa maggiore confidenza nel saluto rispetto alla mail precedente.
meglio che non le risponda più, se no chissà come va a finire...

posted by Umbe 10:35 PM *** |


{Wednesday, March 03, 2004}

 
ho perso tutto.
tutto. tutto quello che avevo, ma proprio tutto, l'ho perso.
ero partito con cinque euri, e a fine serata erano tutti disposti in odiose colonnine tutte uguali sotto lo sguardo fiero e minaccioso dell'omar.
l'unica certezza (per logica deduzione) è il modo in cui ieri sera se la stava spassando sua morosa. la morosa dell'omar. che c'ha una fortuna, lui, l'omar, che è davvero qualcosa di non credibile, ogni volta sei lì e dici non è possibile.il bettiat bastardo pure lui m'ha fulminato un paio di giri, e si è appropriato di soldi non suoi. cioè, meglio, miei. il toffa stava simpaticamente perdendo tutto, neanche un giro buono, l'hanno fatto arrabbiare con una battuta, ha smesso di colare bava davanti alle donnine di penthouse e si è rifatto di cattiveria, lasciandomi solo nella cattiva sorte e nella disperazione della miseria più miserrima.
-ok, umbe, grazie, alla prossima.
grazie sto cazzo!
begli amici.... a me! in casa mia! maledetti....

posted by Umbe 1:44 PM *** |


{Tuesday, March 02, 2004}

 
adesso, amica mia, col tuo trenta in saccoccia, se ti sento ancora dire una cattiveria anche minima sull'amato prof. ti frantumo tutti i dentini dell'arcata superiore.
pettegola. manca due giorni da padova e subito, al ritorno, mi chiama per sapere che cosa è successo, chi ha fatto cosa e come è andata tra nico e la rumena (a proposito, la rumena, buco anche lì, non bastasse la mia propensione a farmi dire di no, c'era già qualcosa in fieri tra i due), tra vivi (quella di venezia) e luca, tra vivi (quella di padova) e suo cugino, tra vivi e morti (yippie), tra elvis e marco, tra miki e marta, tra me e me.
tra me e me. già.
desolation row.
seminario internazionale a verona sui minori negr..... sui minori stranieri non accompagnati. trentacinque persone presenti. venti i relatori, i quali, a mano a mano che parlavano, andavano via, così alle cinque del pomeriggio i presenti erano sette. chè anche qualche partecipante si era rotto le balle. l'unico a rimanere oltre il suo intervento, tra i primi nella mattinata, l'assessore, ha aspettato pazientemente il buffet, primo a entrare in sala, ultimo a uscire, si è sbafato l'inverosimile, ed è poi salito direttamente in macchina.
anche io voglio fare l'assessore.

posted by Umbe 2:04 PM *** |

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