se ne sono andate. madama Fauve e cri. in questa casa è tornata la pace. cri è arrivata ieri nel pomeriggio. il nostro incontro è iniziato con una gara di tiro di paletta della cacca della lettiera della micia. suo l'unico tiro della giornata, dritto dritto verso la mia testa. -fammi vedere subito le foto della francia -le vediamo dopo, dai -no, le vediamo adesso. c'eravamo io e prosciutto, ovvio, questo già lo sapevamo. ma mi ero dimenticato di togliere le foto del barbecue, che testimoniavano la presenza di prosciutto alla serata. tiro di paletta, urla, scenate. -ti avevo chiesto, "c'è anche la tua amica?" e tu mi avevi detto "ma no, cri, non c'è" e io ti ho detto "sei sicuro?" e tu mi hai detto "cri, tu sei malata, sei paranoica" e invece c'era, infame, falso, sei la persona più ambigua che conosco, sai raccontare solo balle.... -cri, ma non l'avevo invitata io... -ma stai zitto, guarda, stai zitto. hai una mente criminale. io e te da domani non ci vediamo più. e adesso prendo la mia roba e me ne vado. povera cri, gliel'ho sentito dire venti volte che non ci saremmo più rivisti. il mio programma prevedeva che lei arrivasse nel pomeriggio, due chiacchere-caffè-cicca, poi io sarei andato a lavorare e lei nel frattempo avrebbe amorevolmente svolto le faccende di casa, cosa che nessuno faceva a casa mia da un paio di mesi, e poi al mio ritorno avrei anche trovato la cena pronta. all'improvviso, vedevo il mio ritorno a casa di nuovo immerso nella polvere, nel cumulo dei piatti sporchi, nella montagna di roba da stirare, nel cestone di roba da lavare. e allora mi tocca dare fondo a tutte le mie capacità oratorie e seduttive, per farle cambiare idea. e naturalmente, se permettete, ci riesco. non solo. la faccenda qui si complica ulteriormente. chi mi chiama? porca sozza, proprio prosciutto -disturbo? -beh, insomma.. un pochino..... (cazzocazzocazzo!) e poi mi tocca ricominciare da capo con cri e con le spiegazioni. non è finita. chi mi chiama? la manu! porca infamona sozzona, ma proprio adesso? cosa vuoi, un caffè, vero, perchè non sai cosa fare nella prossima mezz'ora? vero, gino? -disturbo? -si, manu, mi spiace, sto in compagnia (cazzocazzocazzo!) nel giro di dieci minuti, mi hanno chiamato proprio le due ragazze alle quali cri spaccherebbe volentieri il musetto per la gelosia, essendo stata una oggetto dei miei desideri (desideri animali) fino a qualche mese fa e l'altra è inutile che sto qui a sprecare parole che tanto lo sapete.
-ciao, prosciutto, scusami per aver tagliato corto prima... -non preoccuparti -indovina un po', stavamo litigando per causa tua -che scemo... -almeno fosse per qualcosa... nooo? che dici? è per qualcosa? dai, dì qualcosa, cazzo, rispondi, è per qualcosa o è proprio per niente? -è per niente -ma porca miseria sozza.... ma un giorno o l'altro ti stupro, eh, stai attenta! -eh, chissà, magari non mi dispiacerebbe -AAAARRGGHHHHH!!!!!
che bella, casa pulita. -cri, dai, che hai fatto... non dovevi.... hai fatto tutte le pulizie.... che caruccia, grazie
-c'è anche una cassetta -videocassetta? ma è porno? c'è anche lei? -no, umbe, mi spiace, no, è una cassetta musicale -aaahhhh.. vabbè, sarà almeno buona musica
inserisco il nastro nell'autoradio in macchina, porca sozza, ho creduto di dover chiamare il carroattrezzi, credevo che la macchina mi stesse cascando a pezzi sulla strada è musica, quella? sembra di stare in un'officina metalmeccanica, sento cani abbandonati e gettati dal viadotto urlare il loro incazzamento verso i loro padroni, rumori di martelli che picchiano sulle lamiere malate con già un piede nella fossa, rotolare di croci giù dal calvario, urla di dolore di zebre stuprate, battaglia feroce di piatti che si ribellano a pentole malavitose, sento vecchie che bestemmiano, valvole che scoppiano, cannoni che sparano, idraulici che lavorano, cani che con mossa fulminea prendono il volante e scaraventano i padroni fuori dall'auto, insegne che cadono, aerei che bombardano, gatti che nitriscono, s. giuseppe in falegnameria che intaglia un bambino ma gli viene col naso normale non si allunga e allora non va bene e lo mette sulla strada a borbottare e dice ci penserà qualcun altro, bambini a cui viene tagliato l'alluce piangono e sanguinando giocano a carte, ogni tanto però sento una chitarra
gino non mi racconta mai niente di se. ma per fortuna, mia e del blog, le cose le vengo a sapere lo stesso. si parla di gatti, e mi si dice che lui la sua gatta la seviziava, le titillava (e uso un eufemismo) gli orifizi con matite penne e altri oggetti da cartoleria. gino, porca miseria..... ero rimasto alla sua teoria su come trattare i gatti. gino dice che lui dava da mangiare alla sua micia ogni tre-quattro giorni, così per prima cosa la gatta se ne stava buona buona, chè non aveva tante energie per rompere le palline, e poi comunque era più affettuosa, quando lo vedeva gli si strusciava sulle gambe e gli dimostrava tutto il suo affetto. e pensare che quella gatta è pure morta vecchia eurides dice che se un giorno avrà un gatto lo chiamerà genoma. e dice anche che ci perdiamo qualcosa a barcellona, che ci si diverte come dei pazzi, e che là scoperemmo anche noi, e rimarca bene quell' "anche", che vuol dire che "perfino" noi.... è da un po' di tempo che quando vedo eurides, poi me ne torno a casa e mi metto a pensare a tutte le mie sfighe. gino, cazzo, fà qualcosa, dì qualcosa, miseria infame.....
ok, ale, io prendo il tulipano viola, si intona meglio con il colore del mio frigorifero
il mio mouse è diventato peloso, adesso si che è un vero mouse. per digitare sulla tastiera devo mettere la mano sinistra tra gli anteriori di fauve e far scivolare il braccio destro dietro i suoi posteriori, tra il suo culetto e la coda, peli dappertutto, il suo musetto tra me e il monitor, che deve controllare lei quello che scrivo. una scarpata e si ritrova sul letto. cri mi sa che si sta abituando alla pace della casa senza fauve, vuole lasciarmela ancora per qualche giorno. se oltre a leccarsi le zampe leccasse anche tutti i peli che lascia in giro... è che è bella, è bellissima, e allora come fai a incazzarti, ti guarda con sti occhioni, proprio mentre stai per abbassare la vanga sulle sue orecchie, sei lì con le braccia alzate, brandisci il vangone, lo agiti, lo fai roteare spaventosamente nell'aria, urli e bestemmi mentre le bave ti colano dai lati della bocca piegata in un ghigno rabbioso che neanche il becchino della transilvania, e lei ti guarda, umile, docile, con gli occhioni spalancati, lucidi, brillanti.... vabbè dai miciona, vieni qua, dammi una leccatina dai...
Carneade, chi è costui? -‘cccazzo ne so, se non lo sai tu, che hai scritto la storia.....
il sole è alto, pieno, rotondo. Per qualcuno è domenica mattina. Per qualcun altro è ancora sabato. La cosa più importante e rilevante di oggi, sabato, chè io sono ancora legato in senso spazio-temporale, ma più che altro in senso temporale, al sabato, è che oggi si sono sposati andrea e joana, in quel di lisbona, in un monastero che se non mi sbaglio già ospitò l’analogo evento dei genitori di lei. Sono con voi, amici.
Madame fauve mi si struscia sulle gambe, vieni qua, miciona mia bella.... Alla fine cri me l’ha data. Che poi ce l’aveva con me solo perchè l’altro giorno sono uscito a cena con lei, dopo settimane che non ci si vedeva, un po’ perchè ero senza macchina e un po’ perchè ero impegnato a studiare, e a mezzanotte ero tanto stanco da pensar bene di tornarmene a padova, e non stare a dormire da lei, e dico dormire, ma abbiamo capito tutti, e lei dice io ti sto aspettando da tre settimane, e tu te ne vai, ma poi come fai, io credo che tu c’hai un’altra donna, ma io dico cri guardami bene ma chi vuoi che venga con me, ma dai, e forse ci crede però c’è rimasta male. E poi sono andato a vr e me la sono portata via, la mia miciona. Da quando sta da cri, non si mai più fatta avvicinare neanche per una carezzina, beh arrivo pareva che se lo sentisse che veniva a stare da me per qualche giorno perchè poi è una gattina incredibilmente stupefacente e si viene a strusciare e io penso che è perchè comunque è femmina e quindi si porta dentro un qualcosa di zoccola va bene così, tanto.... che poi è tutta contenta di stare qui da me, sapete, una volta viveva qui, poi è andata a vivere con cri, ma ogni tanto torna da me, e adesso che è estate sta bene, lei, da me, e continua a dire miao che bene si sta qui, e poi miao che frescolino c’è qui, e miao wow miao fatto bene a portarmi via miao lei non c’ha l’aria condizionata e mi tocca star sveglia le notti miao ti voglio bene miao miao non farmi più andar via micia lo sai ti terrei ma cri ormai ti vuole bene non sopporterebbe di privarsi di te.
Arrivo al lavoro, roby, il capo, è già piuttosto avanti, col vinello Dopo cena, finito il lavoro, è più di là che di qua. Comincia a rompere le balle a magda, la brasileira, per uscire tutti insieme, io crollo dalla stanchezza, magda dice con te da sola no, se viene anche ilaria, ilaria dice se viene anche umberto, umberto porca puttana dice se non vado io, salta tutto, e roby se la prende con me, e allora andiamo, in quattro, in un locale, tipo disco, all’aperto, roby è imbriago da paura, il locale è di un suo amico, non si paga, o forse paga lui per tutti, io so che al tavolo continuano ad arrivare bicchieroni di qualche schifezza, non saprei, credo vodka e qualcosa, e non faccio in tempo a finirne uno che il mio capo si alza va al banco e se ne torna con altri quattro, ma magda e ilaria non toccano assolutamente alcol, e cosi ci si sacrifica, e due e quattro e sei il moroso di magda chiama è di un geloso fastidioso che non so come lo sopporti e mi dice tieni alberto vuole parlare con te sssst non dirgli che siamo qui digli che siamo in un altro posto ciao alberto come va bene ma dove siete beh siamo al xxxxxxxxx ah ok adesso vi raggiungo ops cazzo magda digli che stiamo andando via allora che ti ha detto che sono falsa ah bene roby andiamo, dai, vi porto in un night da amici miei, no roby dai e invece siamo già entrati chiappone al vento ma spettacoli niente già tutto finito si continua a bere offre il capo abbiamo passato la serata vergognosamente a spese sue torniamo al ristorante gelato sul terrazzo che dite facciamo la porcata a quattro magda se ci sta ilaria ilaria se ci sta magda ok ma mi raccomando nessuno deve sapere niente ma dai ma chi vuoi che venga a saperlo ok ma siete attrezzati no roby dice vado io ok ma dov’è andato ma noi si scherzava eh no adesso quando torna si incazza e invece torna e dice ho trovato solo le sigarette ma tanto dai figurati vabbè il telefono di magda squilla ininterrottamente il moroso adesso chissà cosa pensa è mattina domani sera la accompagnerà al lavoro e allora ci accordiamo sulle balle da dire ok buonanotte ciao buonanotte.
Ieri ho visto prosciuttino, piccola, passa un periodaccio, mi abbozza un piantino, e io quando vedo una ragazza piangere mi sciolgo, come quando al lavoro facevo incazzare la manuela, volavano paroloni, minacce, ritorsioni, scenate, poi lei piangeva e io mi scioglievo, chè non riesco a vedere una ciccia piangere senza che mi venga un groppo sullo stomaco, rimasugli culturali forse di una mentalità maschiocentrica, non lo so, ma funziona cosi.
si è persa chissà dove una mail lunga due pagine, robe serie, personali, sentite, che mi sono costate tre giorni di meditazioni e un pomeriggio per la stesura. l'ho cancellata. non chiedetemi perchè. il destinatario non l'ha ricevuta. non chiedetegli perchè. porca puttana! l'avevo scritta in word e poi ho cancellato anche il doc word. continuate a non chiedermi perchè. se qualche genio mi dicesse se c'ho la possibiltà di recuperare il testo, in qualche archivio imboscato dentro il casino di una memoria di pc....
buonanotte. micia, vedo che anche tu hai sonno. ma se ti azzardi a venirmi a leccare la faccia come stamattina alle otto e mezza di notte, stavolta una paio d'ore in freezer non te le toglie nessuno. pensaci.
eccomi qua, sono tornato da una super vacanza in jamaica. gente, che roba......
no, amici, stavo scherzando. dieci giorni di non-blog, chissà perche'.... non lo so. due esami, tutti e due andati molto bene. novità di quest'anno, cena di classe, o meglio di corso, quello di portoghese, l'avvocato dice che in portogallo si costuma cosi'. mah! ovviamente il prof. Castto e la prof.ssa Bagno prima hanno accettato, poi non si sono presentati, ma, carucci, hanno lasciato una lettera. la lettrice amata, invece, lei si, è venuta. cameriera brasileira al lavoro, credo che fingerò di innamorarmi per l'ennesima volta, tanto per passare un po' il tempo. umbria jazz, in toccata e fuga, con gino. doveva venire anche ale, gino lo cerca, sua madre dice che è andato via, non sa nemmeno dove, ha preso un sacco ed è sparito. solo ale può fare ste cose. poi l'altro ale ha detto a gino dov'e' sparito. ben fatto, ale. concerto di van morrison, una delusione. la gradinata (biglietto proletario) è una scalinata a due chilometri e settecento metri dal palco, ci arrivava comunque qualche suono, e un tappo col pancione e cappello siamo riusciti a intravvederlo, ma chissà se era proprio lui. boh! meglio ray gelato coi suoi giants, e col suo swing allegrotto, a cantare mambo gelato! perugia, patria del culo. una tale concentrazione mai l'avevo vista, tanti, belli, di tutti i tipi e di tutte le fattezze, c'era da star male. mi hanno fatto una foto, ovviamente, appena fuori perugia. gino al momento si era lusingato, poi gli ho spiegato che era stata la polizia a farci una foto, per prendere il numero della targa e mandarmi a casa la multa, e c'è rimasto un po' male.
sergio manda sms dalla svezia, dice che lì ci sono ciccie imperiali. partono un po' tutti per lisbona, per il matrimonio di joana e andrea. fast spedisce camion di cinquecento in portogallo. io continuo ad andare in centro alle poste centrali con pacchi di avvisi di giacenza a ritirare cartoline e posta pubblicitaria. ale dice a gino di riferirmi che ha qualcosa per me. credo di sapere da parte di chi, ma non il contenuto. donatella non mi risponde. cri si è incazzata, non vuole piu' darmi madame Fauve, la micia che ha un padre e una madre, e rinuncia al suo week-end dalla sorella.
Ogni tanto mi viene di pensare che Dio, quando c’ha in mano il cesto dei doni, si distrae e si dimentica di me. Ma quando, con urlo spaventoso e terrificante, sputando ira dagli occhi, vomitando lingue di fuoco dalle orecchie (chè credo che ce le avrà anche Lui le orecchie) emanando nuvoloni cupi di livore puro, saetta e scaglia le sue sfighe punitive da giorno del Giudizio Universale, allora si che prende in mano il suo pesante elenco dei nominativi e controlla bene dove abito, via e numero civico, lo controlla tre volte per essere sicuro di non sbagliare
oggi mi sono preso un giorno di riposo dallo studio. cazzeggio in centro con gino all'ora di pranzo, ho rivisto con molto piacere drigo che non vedevo da un sacco di tempo, probabilmente dall'estate scorsa, dalla vacanza in ungheria. era la settimana delle varie esondazioni in europa, e anche budapest era interessata. mentre guido dormiva, con miki siamo scesi in centro la sera che il bacchiglione ungherese ha raggiunto il suo livello più alto, livello che non raggiungeva da un centinaio d'anni a sentire la vecchia del gulyash, e volevamo vivere con la gente locale la curiosità e la preoccupazione del momento. in effetti, era impressionante vedere le strade basse già inondate, e vedere l'acqua che continuava a salire, camminando su e giù per il ponte delle candele. bella serata, passata a parlare di cose intime, profonde, importanti. dal momento che guido stava a letto, si è potuto aprire bocca e dire due parole anche noi... no, dai, saccone, sto scherzando. poi abbiamo trovato fast, persona davvero simpatica e interessante, che ci ha raccontato la sua vita dall'ottantuno a oggi. a me la cosa interessava, e anche a gino, che però l'aveva già sentita ieri sera. prosecco, e tutti a casa. prendo gino dopo il lavoro, stasera, e andiamo a vedere, pur tardi, il concerto dei lake, l'ultimo, dal momento che enea sta per sposarsi e trasferirsi a lisbona. quando arriviamo, non solo il concerto è finito, non c'è già nemmeno più nessuno del gruppo, c'è solo olo che sta sbaraccando. raggiungiamo enea e piter all'oliver, volevo salutare enea prima che parta. grave perdita per tutti noi, questa. grave perdita. cerco di convincere piter che è un figaccione, e che ne deve avere consapevolezza, e torniamo a casa. è curiosa, questa cosa, le mie amiche sbavano per lui, quando lo vedono ai concerti, e lui dice di non rendersene conto. anima candida....
ho comprato tre bambolotti, ho dato un nome ad ognuno (che per coincidenza è lo stesso dei tre maschietti che si trovano in questa fase della loro esistenza a vivere la condizione di morosi di tre ciccette che invece farebbero bene a mollarli e a dirgli di andare a importunare qualcun'altra) e passo il mio tempo libero a piantarci spilloni, a storcergli le gambette, a girargli i piedini di 720 gradi, a versarci sopra la testolina l'olio bollente, a mettergli un cappietto intorno al collo, a scaraventarli contro il muro, a sbatterli per terra e saltarci sopra, a fargli fare una centrifughina in lavatrice, a immergerli nell'ammoniaca, a fargli fare un saltino dal quarto piano, a passarci sopra con la macchina, a cavargli gli occhietti, a strappargli i braccini, a mordergli le orecchiette, a dargli fuoco ai capelli, a mordergli le manine, a riscaldarli un po' nel microonde....
Persona stupenda, Marta, la sorella di prosciutto, davvero una bella persona.
Me ne sono innamorato.
Lo so cosa state pensando, lo dico ogni tre giorni di una persona diversa.
Mi faccio le obiezioni da solo, e cercando di rispondermi qualcosa, analizzo la situazione.
Facciamo una statistica. Dunque, prendiamo un lasso di tempo di due mesi, gli ultimi due.
Mi sono innamorato, in media, di 2,47 ragazze per settimana.
Ho espresso candidamente i miei sentimenti a 2,47 ragazze per settimana.
Ne ho ricevuto un rifiuto da 2,47 ragazze per settimana.
Dati alla mano, certe volte penso che sono proprio un figo!
Che dite, amici, mi cerco un decimo piano da cui spiccare il volo verso l'eterno?
mi porto una scimmia sulle spalle oggi, che non ne avete idea! e una forte acidità di stomaco, dovuta appunto alla serata di ieri, quando, al barbecue a casa di scopa-di-saggina, ho colmato la misura, con birra, sangria e vino, quello da 35 centesimi la damigiana, chè dovevamo risparmiare e prendere roba economica. ottima serata, bellissima gente, a parte le statuine, le compagne di appartamento di prosciutto, una delle quale comunque ha reso felice il figlio del Principe Orazio. almeno credo. si sono appartati in un angolo buio e nascosto del giardino, angolo che abbiamo eletto, giusto per rompergli le balle, a pisciatoio maschile. tanto abbiamo pisciato, tutti, a turno, uno alla volta, che alla fine sono riemersi dall'oscurità e si sono reintegrati nel gruppo, anche se con due musi cosi'! non ho capito! o tutti, o nessuno!
è amore adesso tra di noi. vado a ricevimento per vedere la mia prova scritta di esame, mi accoglie calorosamente, mi presenta pure la figlia più o meno ventenne che cazzeggiava nello studio. -ma il racconto della composizione, è tudo verdade? -come no! -davvero? -certo! -beh, mi ha colpito molto (devo avere capito male, forse sto ancora dormendo, forse porto ancora le conseguenze del rosso "gaudioso") - scusi? come ha detto? -ho detto che l'hai scritto molto bene, e che la storia mi ha colpito molto. -wow.... obrigado... muito obrigado -você apaixionou-se por essa rapariga, não è? -pois è! ma purtroppo non se ne fa niente -quanti anni hai? trenta? trentuno? -trenta -è tempo che ti sposi, umberto (cos'è, mi stai proponendo tua figlia? siamo arrivati a tanto?) -.....eeehhh, manca la materia prima, dottoressa poi mi chiede del lavoro, dice che anche lei fa le pizze a casa -eh, no! non mi chieda consigli, adesso. (e invece me li chiede) e poi mi dice che potrei fare assaggiare una delle mie pizze alla figlia, e penso è meglio che vada via prima che la cosa vada troppo oltre. ma prima approfitto del momento e metto le mani avanti per la conversazione d'esame della prossima settimana -non credo che ce la faro' a leggere "os emigrantes" -eeehhh, questo è un problema! vedi di leggerlo, invece!