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{Saturday, March 22, 2003}

 
ciao amici.
ho appena trovato il modo di spendere il guadagno di un paio di serate di lavoro.
sono le cinque e un quarto di notte, o mattina. dunque, serata da orazio per festeggiare il compleanno e la laurea di joana. tanta bella gente, simpatica e divertente, qualcuno che per non smentire la propria fama tira un bel paccone e insomma le solite cose, compreso il vino. tanto. chi mi ha visto andare di via di lì alle quattro sa come ero messo. insomma porto a casa barbara e me ne torno a casa. la città è vuota. la macchina mi chiede di alzare un po' il ritmo, lo sento, ha voglia di sfogarsi. la accontento. porca puzzola a un certo punto sono fermo a un semaforo e come nei film mi arriva da dietro una macchina di vigilastri con i lampeggianti accesi mi supera e mi si ferma davanti, con la macchina di taglio a sbarrarmi la strada. dico ehi ce la devono avere con me. scendono in tre porca miseria in tre fanno paura il duro della compagnia mi dice patente e libretto dicesse mai una cosa originale. dico eh si in effetti correvo un pochino... dice ha fretta? no, che fretta.. ha bevuto? chi io? no assolutamente allora dice chiamiamo il furgone con l'etilometro? (...porca sozza) ...beh insomma bevuto.. sono stato a una festa ecco... aspetti qui per favore e chiamano il furgoncino dopo un quarto d'ora e tre sigarette arrivano tre vigilastri e fanno sei tutti per me sono lusingato e comincio a fare due conti dunque mi ritirano di sicuro la patente porca sozzona se è un mese vabbè però c'è pasqua di mezzo e vabbè devo chiedere lo scooter a mia sorella per andare al lavoro e se sono due mesi ma no dai perche dovrebbero essere due mesi e dunque la multa sarà di quanto e aspetta due minuti che scaldiamo la macchinetta e si però fa freddo e il biondino figo ride e io penso che cazzo c'avrai da ridere ti venisse lo scagotto tre parlottano, due sono in disparte uno si isola penso ecco quello è il buono scommetto che a lui dispiace di fregarmi i tre parlottano e ridono io aspetto e penso di camminare come se niente fosse per fargli vedere che non sono imbriago però faccio fatica ma devo prepararmi per dopo quando mi diranno che il test è positivo e io gli dirò vi sembro forse imbriago? l'etilometro è pronto dice il fighetto siediti qui dico una preghierina fa che sto cazzillo non funzioni dice soffia progressivamente per dieci secondi, sempre piu forte e io penso che se soffio piano magari ti frego e soffio piano e ci sono dieci asterischi sul display dico scendo? e il biondo dice scenda vedo 0,62 sul display prendo il buono e gli chiedo cosa significa 0,62 e lui dice niente dobbiamo rifarlo tra 5 minuti per una conferma e io tiro un sospirone intanto mi dico è un buon segno e invece i tre del furgone salutano e se ne vanno e nemmeno mi salutano e il biondino dice le è andata di lusso il test era positivo ma di poco e non ne teniamo conto io rinasco mi dice lei correva forte ed è passato con l'arancione quasi rosso ma non ne teniamo conto eh no dico io questo non lo può dire ormai c'ho la situazione in pugno e invece lo diciamo dice lui e io divento di nuovo piccolo piccolo e penso è meglio se sto zitto e mi becco la multa e mi è andata bene e insomma mi hanno visto sfrecciare in via tommaseo mentre erano fermi al semaforo di via venezia mi hanno inseguito in via tommaseo viale codalunga e in via beato pellegrino e io nemmeno li avevo visti, sono arrivato al semaforo di porta trento e dopo sette otto secondi che ero fermo li ho visti nello specchietto retrovisore e in effetti voglio dire correvo un po'. insomma, sbircio il verbale vedo un 68,25 e dico vabbè dai neanche male. mi dice le è andata bene, e corra meno, che se esce un gatto succede un disastro un gatto? dico io, si un gatto dice lui e poi di notte? si si è cosi che poi la gente si ammazza si vabbè grazie buon lavoro arrivederci arrivo a casa ringrazio in silenzio il destinatario della preghierina guardo il verbale e porca sozza c'è un 68,25 + 68,25 (in piccolino, perche non ci stava). porca miseria, mi è andata di lusso, dice lui, il brad pitt dei vigilastri della notte scura.... due sanzioni, mi ha appioppato. non ho nemmeno capito perchè. credo di capire per il fatto che correvo veloce in due vie diverse. eh eh. o forse perche ha fatto fatica a prendermi. che se trovavo il semaforo verde a porta trento me lo ritrovavo nel garage col fiatone e me ne dava 5, di sanzioni. 4 vie più un garage sotterraneo...

posted by Umbe 5:49 AM *** |


{Friday, March 21, 2003}

 
nella suddetta cucina (sotto per chi legge) del grande fratello si parla di guerra. tutti ovviamente dicono la loro al riguardo. sono le sette di sera. mancano ancora sette ora allo scadere dell'ultimatum. vittorio il cuoco dice la guerra è iniziata l'hanno appena detto alla tivù (abbiamo una televisione casio di quelle da un quarto di pollice, quelle che ti devi mettere a due cm per vedere una faccia, per una partita di calcio non se ne parla nemmeno a distinguere qualcosa) uno dice ma come non è ancora il momento no no cosa vuoi che mi inventi le cose l'hanno detto e uno dice ma dai devono aspettare lo scadere dell'ultimatum per dare il tempo a civili e personale delle ambasciate di togliersi dai piedi insomma non l'ho mica detto io l'hanno detto alla tivù avrai capito male cos'è sono mica imbriago boh a me pare strano non possono bombardare la città in anticipo sull'ultimatum e lui:
"mah, cosa ti devo dire, intanto avranno iniziato da qualche angolo...

...mi mancano le chiaccherate alte e le discussioni profonde nella nostra cara vecchia amata cucina con gino ma soprattutto con la manu

posted by Umbe 5:38 PM *** |
 
mi sembra di lavorare nella cucina del grande fratello.
tutti contro tutti. io che mi faccio gli affaracci miei, cerco di non compromettermi, do ragione a tutti, e tutti sono contenti. il fatto è che cercano di tirarmi dalla loro parte, come se il fatto che io dia ragione a questo o a quello avesse una qualche importanza, in termini pratici.
il cameriere che stando attento a non fare nomi mi dice non si puo' lavorare con certa gente che tira indietro e tu mi hai già capito non serve che dica altro tu sei un bravo ragazzo non lo dico perchè sei qui e sai fare il tuo lavoro roby questo ragazzo te lo devi tenere non come certa gente che dico io se non hai voglia di lavorare non farlo ma almeno non mettermi i bastoni tra le ruote capisci e io si capisco no perchè a te io ti ho visto subito e io si la penso come te e lui si l'ho visto subito io che tu sei bravo e invece c'è qualcuno che tira il freno a mano e noi invece siamo un'equipe. il cuoco che stando attento pure lui a non fare nomi mi dice ci vuole rispetto qua arriva uno e dopo due settimane pensa di potermi insegnare a fare il mio mestiere e invece tu devi fare il tuo lavoro e lasciare a me di fare il mio tu hai capito si vede che hai rispetto per la gente che lavora si vede che sei bravo a lavorare l'ho visto subito io appena sei arrivato mi è bastata un'occhiata non come certa gente che non sa lavorare e manca di rispetto agli altri mi capisci no e sei bravo perchè ho visto che non metti tanta farina quando stendi la pizza che poi brucia ed è amara e invece certa gente sa solo parlare e io si hai ragione la penso proprio come te. arriva il titolare che tira un bestemmione dietro l'altro inizia a farmi un discorso e tra la dodicesima e la tredicesima eresia nella stessa frase mi chiede ti da fastidio se bestemmio e io no fa' pure non mi da fastidio e mi dice io quel cuoco lì lo rimando da dove è venuto ci metto un attimo a buttarlo nel rialto che non so cosa sia ma ne deduco sia un fiume oppure voleva dire lo butto dal rialto ma non faccio domande non è il caso e comunque si hai ragione sono d'accordo con te no guarda lui mi ha dato la lettera di dimissioni tempo fa e adesso vuole che la stracci e invece la tengo vieni a vederla voglio fartela vedere se non ci credi no ti credo guarda qua cosa c'è scritto si è vero è la lettera di dimissioni no perchè ci metto un attimo io a buttarlo nel rialto. il secondo cuoco impreca contro il primo perchè sta sempre al telefonino e non rimette mai a posto le cose, tira anche lui un bestemmione per mettersi alla pari col capo mi dice eh c'ha tanti affari lui che sta sempre al telefono e io si hai ragione non può stare sempre al telefono mentre tu lavori la penso esattamente come te.
sono d'accordo con tutti, basta che non mi tiriate in mezzo ogni volta, se no i miei giochi di equilibrio rischiano di farmi cadere, mi sento come se stessi camminando sulle punte dei piedi, in un campo minato.
non vorrei farmi male.

posted by Umbe 2:04 PM *** |


{Monday, March 17, 2003}

 
porca sozza, quando vado in facoltà mi rendo conto di quanto sono vecchio.
due ragazzine sedute vicino a me sulla panchina del vialetto:
se l'anno prossimo fiorello presenta davvero sanremo, allora non me ne voglio perdere nemmeno una puntata.
sigh sigh...

posted by Umbe 2:02 PM *** |
 
Alfredo e gino, ripetete con me
(ma tutti siete invitati a farlo, urlando, in falsetto, con voce quasi strozzata):
Ugoooooooooooooooo....

posted by Umbe 1:59 PM *** |


{Sunday, March 16, 2003}

 
birra con gino dopo il lavoro. (non più come una volta, purtroppo, quando lavoravamo tutti e due per il profitto della stessa persona, adesso lavoriamo per due profitti diversi). highlander, locale in centro. c'è una foto del gestore appesa al muro, con una scritta. inizia cosi:
" se i poeti guerrieri di wallace avessero potuto stemperare le loro fatiche all' highlander, probabilmente le sorti della guerra sarebbero state diverse,,,"
in effetti, lo crediamo tutti!


lunedi, laurea di juana. devo essere in loco a mezzogiorno, per la discussione. mi sveglio a mezzogiorno e venti. impreco, poi mi vesto e corro in centro. arrivo a discussione finita. sono tutti giù in cortile, cosi cerco di avvicinare juana per le congratulazioni con discrezione, facendo finta di niente, come se fossi li da mezz'ora. mi vede e comincia a urlare: UMBEEEEEEEEEEEEE
e vabbè, penso, è andata cosi.
mi dice "abbiamo già fatto la foto con gli amici, ma adesso voglio che la rifacciamo con te - e urla - amici, venite tutti qui, che rifacciamo la foto con umbe che è arrivato in ritardo!"
grazie, jo, sei un amore
tutti arrivano guardandomi con la faccia schifata. uno mi chiede
-hai lavorato?
-ehmm... no, in effetti no...
-eri impegnato?
-hmm ...beh, no, a dire il vero no
arriva il papà di joana che sfottendomi dice rivolgendosi a jo "ma non vedi la faccia, si è appena svegliato"
ah, cominciamo bene, porca sozza...

posted by Umbe 2:59 AM *** |
 
yuhuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!
e chi ci sperava piu'.
il mio piccione era entrato in coma, poi ha ripreso vita ma era semiparalizzato. poi è arrivato ale, che ha soffiato su di lui il pneuma vitale...
GRAZIE, ALE.
ti devo una birra, e ti mando un saddam felice come se avesse vinto la guerra

posted by Umbe 2:40 AM *** |


{Saturday, March 15, 2003}

 
amici carissimi, avevo perso il piccione. l'ho ritrovato. un po' spennacchiato, magari, un po' diverso, ma l'ho ritrovato.
ero incazzato, e ora sono contento.

posted by Umbe 2:27 AM *** |


{Friday, March 14, 2003}

 
Thursday, February 27, 2003

ieri per la prima volta, mi pare di ricordare, in una cena a due, la medesima mi è stata offerta. a saperlo, non la portavo in una pizzeria, eh eh...
per sdebitarmi (!), ho acconsentito a che salisse da me.
mossa del divano, pues claro!
mi sveglio alle undici. compilo un modulo, corro in facoltà, devo consegnarlo prima dell'una.
trovo gli amici. vieni a mangiare con noi? ok, ma non ho fame, prendo un caffè.
segue cazzeggio sul vialetto della facoltà, con relativo ingombro, che se sono io a dover passare, sguaino qualcosa lo brandisco in aria lo agito lo faccio ricadere con pesantezza sul cranio di qualcuno passo sopra qualche corpo con qualche macchina. alle quattro kabir (chissà se c'è un'acca da qualche parte) dice andiamo a bere qualcosa in centro? ok. posso tirarmi indietro?
farò colazione col cabernet franc.
alle cinque avrei bisogno di tornarmene a letto.
non posso, la giornata purtroppo non è ancora finita.
trascinerò i piedi da qualche altra parte...


Wednesday, February 26, 2003

gino, è vero che joana ti sta tachentando perchè le insegni a suonare le percussioni? gira questa voce...
entro da orazio, ci troviamo per il papiro di joana. duccio mi saluta: ciao-umbe-tutto-bene-non-parliamo-di-bandiere!
ehi, ma che fama mi sono fatto?
domani sarò di nuovo a venezia. e cosi lunedi. e fanno tre volte in una settimana. io a venezia tre volte prima c'ero stato in tutta la mia vita.
poi mi chiedono se mi dispiace aver venduto la pizzeria, se mi manca. come no!
ho comprato una bici nuova. avanti, ladri, dai, portatemi via pure questa!
ho preso una catena che prima sono dovuto andare in banca a chiedere un finanziamento con rientro quinquennale a tasso fisso, una catena che pesa due chili, che forse funge da antifurto proprio per il peso attaccato alla bici.
a dire il vero l'ha comprata babbuccio.
-papà, se io ti regalo il mio splendido cammello usato quasi nuovo, tu mi regali una bici?
-uhhhmmmmm... va bene.
il giorno dopo vado a casa dei miei, con la materia di scambio.
-però, il mio cammello... miseria, mi dispiace, ci sono affezionato... no, però dai, papà, se ti ho detto che te lo do, te lo do. però, guarda come mi sta bene...no, ma te lo do, eh!
mia madre:
-ma no dai, se ti piace, e se lo usi, tienilo tu, che discorsi... tuo padre te la regala lo stesso la bici
io (implodendo: yuhuuuuuuuuuuu!)
-grazie papò ti voglio tanto bene
ed è vero, non si creda, mica lo dico per dire.
io al mio babbuccio gli voglio bene.


February 25, 2003

gino mi racconta che anche a lui hanno rubato una bici. dopo qualche giorno, la vede alla stazione, con sopra un nordafricano. lui delicatamente gli fa notare che gli è stata portata via una bici qualche giorno prima che assomigliava proprio a quella. il maghreb insiste un po' nel rivendicarla, poi dice ok, puoi solo prestarmela 5 minuti che vado in un posto e poi torno? tu diresti "certo, come no, in faccia c'ho scritto geppetto!"
indovinate un po' come risponde gino. eh si, già...
gino è l'unica persona che poteva dire una cosa originale, alternativa. gli dice ok!
provo a immaginare perfino la faccia del tipo a questa risposta. però mica gino è scemo, no. gino voleva solo essere gentile. gli dice "ok, però vengo con te".
e partono insieme.
gino non me l'ha detto, ma immagino il maghreb sulla bici e gino dietro, a piedi. magari correndo. il tipo entra da qualche parte. gino... gino l'aspetta!
mi pare di aver capito che l'ha pure riaccompagnato in stazione, dopo


Saturday, February 22, 2003

Ieri sera in piazza delle erbe alle sette (che è come dire in pieno giorno) mi hanno rubato i guanti che avevo lasciato incautamente sulla bici. erano bellini, i miei guanti, e ci ero affezionato, anche. e comunque, non mi servivano più, visto che mi hanno portato via anche la bici che era sotto i guanti.


Monday, February 17, 2003

"fate l'amore non fate la guerra"
"amatevi gli uni gli altri..."
forse gliene frega un cazzoncello a nessuno, ma io seguo quel comandamento, ascolto e pratico quel consiglio.
nonostante tutto.
dopo anni, ho gustato il piacere della notte in una stradina imboscata in mezzo alla campagna aperta e distesa della bassa, un chiaro di luna magnifico, si delineavano nitide le sagome degli alberi, dei casolari...
bella, la campagna.
l'ho ammirata un po' mentre mi fumavo una sigaretta.
buona, la sigaretta.
ho la mia personale bandiera della pace, anzi a dire il vero ce l'abbiamo in tanti.
ecco, ieri l'ho voluta sbandierare e dimostrare il mio amore al genere umano.
ho dovuto scegliere, pero', eleggere una persona a immagine del genere.
stavo tornando dal lavoro, mi sono sfacchinato 150 km per contribuire alla crescita del pil. passavo per un paesino, dico ehi guarda qua ci abita una mia amica.
-senti, amica mia, ti va di manifestare per la pace?
bella, la campagna.
buona, la sigaretta.


Saturday, February 15, 2003

Roma. 15 febbraio.
mi spiace dover andare al lavoro, e perdermi la diretta; mi sarei svaccato molto volentieri davanti alla tv a vedermi un programmino leggero e divertente...


Friday, February 14, 2003

Che palle! Tutti questi discorsoni, voglio la pace, voglio la guerra
Mi sono preso del guerrafondaio. Ma come, io... Io che voglio la pace a tutti i costi!
Sabato 15 febbraio, Roma.
Vorrei far parte di uno dei 742 comitati consorzi gruppi confraternite organizzazioni sindacati associazioni per la pace, vorrei andare a Roma e dire no alla guerra. Invece devo andare a lavorare.
Sabato 15 febbraio, Roma.
Per fortuna, devo andare a lavorare.


Tuesday, February 11, 2003

giù di cattiveria col vino anche stasera
ormai sta diventando la regola.
ma amici che non bevono ne ho?


Monday, February 10, 2003

le curve, le devi aggredire


Friday, February 07, 2003

vi racconto una serata.
anzi, un po' ve la racconto io, e un po' ve la racconta il vinello che c'ho in corpo.
dunque, spritz dai cinesi. soliti propositi, tipo io bevo solo una coca, oppure io sto fuori solo un'oretta.
si si, intanto, leonardo, comincia a portare qualcosa, và.
poi arriva uno, e dice 'sto giro lo pago io che ho finito gli esami; quindi se ne esce un altro un giro tocca a me, che ho compiuto gli anni, e via così.
insomma, avete già capito, l'ambiente comincia a scaldarsi. gli spritz diventano tre, quattro, e adesso si va di campari, e 'sta volta vada per l'aperol e che ne dite di un bianco e che ne dite di un rosso, alla fine si fa tardi, e lo si capisce perchè nel bar non c'è più nemmeno uno studente, e arrivano facce poco raccomandabili. ma chi se ne accorge, noi stiamo giocando a "re boia". in questo momento della serata, il "re boia" è ancora un gioco. le punizioni sono ancora sopportabili.
esco a comprare le sigarette, prendo la bici. non mi è facile stare in equilibrio. a un certo punto, una macchina mi investe. perdo il controllo, però riesco a stare in sella. porca miseria adesso vedi dico andando verso l'automobilista, piuttosto alterato.
-scendi, bastardo! impreco, comincio a battere i pugni sul cofano scendi, infame. perchè non scendi? devo tirarti fuori di lì? ah, ti sei nascosto... dove sei?... uhmmm... hey, dove sei? toc toc, ci sei? cucù, c'è qualcuno?
comincio a capire, la macchina era parcheggiata.
beh, amico, ti è andata bene, stavolta.
rimaniamo in cinque. usciamo. che si fa? casa mia, casa tua, pizza, kebab? le nostre tasche ci impongono di scegliere per una pasta a casa di ale.
torna il re boia, minaccioso e vendicativo. comincio a sentire frasi del tipo: che punizione vuoi, rullo compressore o bomba? e poi un urlo!
oppure, che gli facciamo? e tutti: un saddam strong! e uno dice: nooooooo!e un po' alla volta si creano le coalizioni, le minacce, le vendette.
-che saddam gli infliggiamo?
-mah, io direi un saddam dopo la visita degli ispettori onu!
-non è pochino? guarda che lui prima è stato un bastardo.
-ok, allora un saddam che è stato attaccato dagli stati uniti.
-ehi, ma io prima sono stato buono con te...
- uhm, allora un saddam a letto con dieci donne, un saddam fumato, un saddam che trova la moglie a letto con un altro, un saddam che passeggia in un giorno di sole col cielo terso, un saddam incazzato, un saddam intervistato da tony benn, un saddam bombardato, e tanti vari altri saddam.
che ne pensate? un dottore e quattro prossimi alla laurea (più o meno...)
e il bello è che ci siamo divertiti come poche volte!

ale ha conosciuto la bellezza di 24 americane che sono qui per studio e cercano nient'altro che compagnia, e che avrebbero davvero bisogno di praticare il loro italiano, giacchè le persone che ospitano 'ste poverette non hanno la pazienza o il tempo per parlare con loro e per uscirci. tralascio tutto quello che è stato detto al riguardo, in termini di idee, di proposte, di "le portiamo fuori a cena", "no, al cinema", "io dico in toscana" "io dico di chiederglielo prima al proprietario della casa", "facciamo a casa mia","facciamo a casa tua", ma non tralascio di riportarvi la battutona di gino (e non pensate male, cari lettori, per il fatto che è il più menzionato su queste pagine), detta col tono compiaciuto di chi sta per dire la battuta dell'anno:
-eh, si sa, le americane adorano la lingua italiana...!


Thursday, February 06, 2003

fatto curioso, i miei condomini hanno scarsa fantasia nello scegliersi i tappeti, li prendono tutti uguali;
ma soprattutto li stanno mettendo ad asciugare sui balconi tutti contemporaneamente,
e sono stesi ormai da giorni.
fossero almeno belli, con 'ste strisce orizzontali, colorate....
ma che arredamento hanno, sembra buono per la casa di arlecchino


duccio, ti meriti una menzione, giacchè sei un assiduo convinto affezionato sostenitore di questa mia fatica....


dice daniela:
-adoro la nutella
-io no. ma che è, hai carenze affettive?
-no, perchè? tu ne hai?
-certo, non lo nego, ma lo stesso non mi piace la nutella
-come, tu hai carenze affettive, e io no?
-che vuoi, sei gelosa? ne vuoi anche tu?
-beh, insomma....
-cos'è, vorrai mica le mie? cercatele, magari se ne trovano... "AAA cerco carenze affettive, anche di seconda mano, purchè in buone condizioni..."
mah!


una chicca per gli estimatori di Gino.
adesso che c'ha la morosa lontana (e sappiamo tutti che "lontana dagli occhi lontana dal cuore"), vuole cercarsi una donna. su portobello. mi chiede di dargli una mano a buttar giù un testo da inserire nella rubrica "messaggi".
"33enne avvocato, case di proprietà, carino, intelligente, cerca donna nostrana, raffinata, femminile, esperta, automunita, per trascorrere indimenticabili serate sui colli, persi in travolgenti speculazioni filosofiche pref. scuola romantica tedesca XIX sec. event. relaz. no perditempo


Friday, January 24, 2003

la mamma di cri (che non ho mai conosciuto) mi ha voluto regalare un paio di mutande (ne avevo bisogno).vi racconto la storia dall'inizio, chè sono sicuro che vi interesserà parecchio. dunque, siamo in una chiesa a dublino, la notte di natale. un tipo fighetto ed effeminato, tanto effeminato da provocarmi qualche pensiero peccaminoso - dato il luogo e il momento - seduto davanti a me e cri, si alza, e mi si presenta agli occhi un bel paio di mutande firmate ck, le quali, per essere notate, necessitano di un paio di pantaloni a vita bassa. vabbè. commentiamo il fatto. (le taccio i miei pensieri su di lui). qualche giorno dopo siamo nel lussuoso hotel hormonde di kilkenny, così entriamo nel ruolo. cri mi intima di non mi presentarmi a letto se non indosso un paio di mutande ck. così data la mia natura burlona, e dato che solitamente indosso solo mutande anonime, e pertanto volgari, dopo essermi docciato prendo una penna e sulle mie mutande scrivo queste due belle lettere, c e k, davanti e dietro. un lavoro da manuale. le indosso, metto l'accappatoio, esco, e a mò di maniaco sessuale salgo in piedi sul letto, e comincio a scoprire il mio fisico statuario sfilandomi l'accappatoio, e lei subito abbassa gli occhi - l'animale - e nota le mie nuove ck, e quasi mi rovino il programmino della serata, perchè si mette a ridere e non la smette più. ora mi dice che ha raccontato il fatto a tutta la sua famigliola (sigh sigh) e che sua mamma, divertita, ha voluto regalarmi un paio di mutande. firmate, appunto, ck. ha pure speso una cifra.
non so se esserne contento o vergognarmene


Tuesday, January 21, 2003

-ti va di venire al cinema?
è il momento del sax
della mia sigaretta
-aspetta, ti do il resto
-si... c'è qualcosa per qualcuno che sta succedendo.
qualcuno non se ne accorge
-credo che ti darò il gatto a fine febbraio
certo un altro crede di poter sperare,
senza la consapevolezza di quello che sta succedendo.
noi osserviamo da fuori.
crediamo di capire.
come se potessimo capire.
come se ci fosse qualcosa da capire, poi...
no, non succede niente di nuovo
certi giorni mi manca la voglia di star bene
-mi mandi un messaggio, stasera?
-non lo so, vedremo
era meglio se lo impiccavo quel gatto,
invece di cavargli un occhio e bruciarlo
-ho sentito dire che non parla con i giornalisti.
e l'entusiasmo? l'ho letto da qualche parte stamattina,
c'è, non me lo spiego, ma c'è.
si tratta di tradizioni.
-vieni domani!
-cos'è questo tono? no, non ci vengo.
anzi, guarda, non chiamarmi proprio più, non cercarmi,
io per te non lavoro
-ma mi farai sentire quei cd che hai comprato, vero?
-ma si, vedremo...
-sei stato in ospedale?
-si. mi hanno asportato undici anni di vita. esattamente il sedicesimo, il diciasettesimo, il ventunesimo, e tutti i successivi
-hai una sigaretta?
-ma certo


Friday, January 03, 2003

heilà, people.
buon anno a tutti. ho salutato il vecchio e dato il benvenuto al nuovo tra un pub e l'altro di dublino, nel quartierino del temple bar, quando si riusciva a entrare, buttando giù litri di birra che non vi dico la mia panza dov'è andata a finire...


Thursday, December 19, 2002

dovreste vedere il dottor-rui-abbia-pazienza-mi-faccia-quste-fotocopie (gino)... una persona nuova
dovreste vedere come sta bene, col suo nuovo camicione giallo del Billa, faccione sorridente, a mettere le scatole di biscotti sugli scaffali del supermercato.
mi chiama al telefonino per dirmi che c'è il nelsen piatti in offerta...
il fatto è che io il nelsen lo trovo anche a meno


-però, parla bene l'italiano quel tuo amico lì
-beh, insomma...
-beh, dai, per essere straniero
-ma non è straniero!
-ah no?
-no, è meridionale
-ah... pensavo fosse straniero
-beh, in effetti dovrebbe esserlo... ma no, è italiano
-ah, beh, però parla bene!
-in effetti, ormai è qua da quattro anni...


Thursday, November 28, 2002

-mi hai detto una bugia... ti avevo chiesto di non dirmi bugie
-ma dai, non era una bugia... cioè non era una vera bugia, cattiva, era a fin di bene...
-era una bugia!
-ma no, era una omissione, semplicemente non ti ho detto che c'era anche lei...
-no no, quella era una bugia vera e propria!
-no, ti dico che era un'omissione
-ma se te l'avevo chiesto esplicitamente, "c'eravate solo voi due, tu e il tuo amico?"
-si, cioè no, cioè tecnicamente era una bugia, ma moralmente era una omissione, nel senso che non te l'ho detto per non farti star male, in questo senso...
-ma cosa stai dicendo?
-ma dai, non prendertela... ci vediamo stasera? porto un film?


Thursday, November 21, 2002

vado a trovare cri. suono il campanello, prendo le scale, dopo dieci minuti arrivo al secondo piano. cri apre la porta, la micia in braccio
-ehi, fauve, guarda, c'è enfisema!


Thursday, November 14, 2002

tutti mi chiedono come va.
va benie, dico io, benissimo, mai andata meglio.
e il bello è che è vero.
ho una crisi. era dal novantadue che non rispondevo più così, non mi riconosco.
devo trovarmi un problema, qualcosa per cui lamentarmi...


-heilà, gino, vecchio mio, come va?
-ho avuto un colloquio di lavoro
-ma bene! e come è andata?
-beh, si tratta di una multinazionale
-e allora?
-beh, sai...
-ah, capisco, i tuoi ideali, i bambini sfruttati, non ce la faresti mai
-si, infatti
-seeee, per tre milioni, correresti, e come, vorrei vedere come ti metteresti a correre
-ma anche per due, chiuderei un occhio
-già. per tre li chiuderesti anche tutti e due. per cinque andresti pure in thailandia col frustino!


Saturday, November 09, 2002

fabio sente un rumore, una vibrazione, appoggiandosi alla portiera della macchina.
dico "non preoccuparti" dice "non mi preoccupo" ma alla quindicesima volta che me lo ripete devo fermarmi, scendere e controllare.
controllo la ruota, sarà un adesivo - penso - o qualcosa che si è attaccato.
-qui, niente, proviamo a spingere un po' la macchina, vediamo il resto della ruota. duccio, per favore, metti in folle che spingiamo
-ok
-eehhhhrrgghh... aahhrrrrr... (pant pant)... duccio, la folle!
-è in folle!
-eehhhrrgghh... aahhrrrr... (sbuff sbuff)... duccio, metti la folle!
-(si ripete) è in folle!
-eehhhhrrgghh... aahhhrrr (pant pant sbuff sbuff)... porca miseria sozza, duccio, IL FRENO A MANO!


Tuesday, November 05, 2002

venerdi io e gino andando a lucca per la porrettana ci siamo fermati a mangiare un boccone da checco, in un paesino tra porretta e pistoia.
per questo siamo arrivati tardi a lucca.
ale non ci crede. chissà perchè...


Thursday, October 31, 2002

gino... non provocarmi... guarda che apro il divano!!!!
ale, sussurro: divano-divanO-divaNO-divANO-diVANO-dIVANO-DIVANO-DIVANO...


feriscono i miei sentimenti, colpiscono i miei affetti... urlano, "ammazza il piccione, spenna il piccione, metti il rosmarino sul piccione, fai rosolare a fuoco lento il piccione, hai messo il sale sul piccione?, porta in tavola il piccione... non so se li inviterò ancora a casa mia.
e se preparassi un caciucco? gino, ti va?


anna mi chiama, mi chiede se mi va di andare con lei a venezia a vedere la mostra sugli egizi. davvero, ci abbiamo anche messo la buona volontà, camminiamo chiedendo indicazioni per palazzo grassi. abbiamo percorso si e no quattrocento metri.
-ombretta? mi chiede
-ma si, perchè no
camminiamo sei minuti, di nuovo, anna
-ombretta?
-ma si, perchè no....
siamo ancora lontanucci da palazzo grassi, anna
-aspetta, qui c'è il peoco,fa "la bomba" che, guarda, devi proprio assaggiarla. e assaggiamola, allora ( ma si, perchè no)
c'è il peoco - immagino sia il suo soprannome- che alle undici di mattina c'ha già un viso paonazzo e due occhi così che come fai a non sentire pressante l'esigenza (prima che la voglia) di bere. intendo dire che quando siamo andati via da lì, il peoco (che ormai capiva al volo le mie richieste, anzi, i miei tentativi di richiesta, e ogni volta che mi alzavo mi aspettava al banco già con la bozza in mano) aveva gli occhi lucidi, non solo per quello che aveva tracannato, ma anche perchè già pensava a come spendere tutti i soldini che gli abbiamo lasciato nelle sue laide e voraci tasche. alle due del pomeriggio, che fai, trascini la pesantezza del corpo e i sensi assopiti a vedere gli egizi? dico che, già che ci sono, possono aspettare ancora qualche giorno
-si va a mangiare?
-si va a mangiare!
insomma, voglio dire che diventa un problema poi trovare la strada, e la forza anche, per ritornare alla stazione da rialto..
ci avremo messo su per giù un'oretta e mezza...


Thursday, October 17, 2002

beh?
hai sposato Mr. Crocodile Dundee?????


Tuesday, October 15, 2002

"Ma dimmi: al tempo d'i dolci sospiri,
a che e come concedette amore
che conosceste i dubbiosi sospiri?"
(dove non ha potuto l'ungherese, ha potuto il cinese!)

parafrasando mio nonno:
"Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse;
soli eravamo e sanza alcun sospetto.
(in realtà si mangiava cinese, non si leggeva nulla)
Per piu fiate li occhi ci sospinse
quella mangiata* e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando mangiammo* il disiato riso
(per l'appunto, in agrodolce)
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu il cinese* e chi lo cosse*
quel giorno più non vi mangiammo* avante".
YUHUUUUUUUUUUUU


Tuesday, October 08, 2002

calzini bianchi accavalla le gambe tronfio e compiaciuto
c'ha un ghigno ebete stampato in faccia, la claque esagera una risata per dimostrare sicurezza
il notaio è a casa sua, "i bambini stanno bene?"
guardo il sedere dell' impiegata
-le piace?
-non so, controllo poi le faccio sapere
calzini bianchi scrolla il faccione, barba curata da professorucolo di istituto tecnico
apre bocca lo aggredisco si innervosisce
mister "hogiàcompratoevendutoquattroattivitàtucosavuoisaperne" non ride più,
è impaziente e nervoso,i tre compari adesso hanno perso lo smalto, dopo due ore di discussione della quale non hanno capito una sola parola.
calzini bianchi ghigna, scoprendo denti che contrastano col colore dei suoi pedalini, rigorosamente bianchi
-i soldi?
-sono qui...
-mettili qui. ...avvocato, firmo?
con un cenno della testa, mi dice di si
-vieni, ti offro un caffè


Tuesday, October 01, 2002

ciao, Mr. Tambourine Man...


Sunday, September 22, 2002

massimo ha letto con piacere il nostro messaggio...


Wednesday, September 18, 2002

-ciao, gino, senti, dammi un consiglio, esco con barbara, andiamo a cena, dov'è che potrei portarla, un posticino caruccio ma non sciccoso... insomma, visto che tanto non ci sta
-ci sarebbe la festa dell'unità, c'è anche da mangiare
gino, porca miseria, esco con una ciccia, sono tutto tirato lavato ben vestito
(voce fuori campo)
-c'è un locale a pontecorvo, un circolo, si chiama isola margherita, cucina ungherese
gino -ah, ci sarebbe un locale a pontecorvo, un circolo, si chiama isola margherita, cucina ungherese
-grazie, sergio... gino, ringrazia il tuo fratellone per il consiglio
allora, dovrebbe trattarsi di un locale ungherese, ungherese come il salame che ci hanno servito come antipasto, da un cuoco che però è peruviano, mentre dei cinquantenni calvizie capelli che vanno sbiancandosi e panzetta suonano musica che va tra l'irish e il country...
vabbè, però vedo nel menu che c'hanno anche il gulyas (l'ho letto cosi, mi fido di loro).
è un bell'ambientino, caruccio,accogliente, anche se il cuoco è stato più al nostro tavolo che in cucina, simpatico, anche, ma inopportuno, dal momento che non ero li per socializzare con lui.
cuoco, vedi di sparire
mi fa vedere compiaciuto il giardino estivo che si trova (pensate!) tra due canali, proprio come l'isola margherita in mezzo al danubio a budapest!
vedete? è tra due canali!
niente di meno..... bravo cuoco, bravo! però adesso aria, eh?
se passate a pontecorvo, quando siete sopra il ponticello, date un'occhiata giù, sulla vostra destra, vedrete il giardino, gli scoli d'acqua e magari con un pizzico di immaginazione e un paio di litri di cabernet in corpo anche a voi come al cuoco quello forse vi ricorderà il danubio e la sua isola margherita.
cuoco, è tutto molto bello, però adesso vedi di sparire.
a un certo punto i nipoti dei Greatful Dead intonano "Mr. Tambourine Man", chitarra, violino, mandolino e bonghi.
allora deve essere proprio la mia serata....
cuoco, ancora qui sei?
-facciamo anche cucina sud-americana, se volete
però! bravi... ma no dai, vada per il magiaro

posso offrirvi un dolce?
ok, si, grazie, basta che poi te ne torni in cucina! c'hai proprio niente da fare di là?

bene, ho passato davvero una bella serata, mi sono divertito, ho mangiato bene, conosco un po' meglio barbara, un locale di più, ma soprattutto conosco tutto quello che il cuoco peruviano ha fatto negli ultimi tredici anni, tutti i paesi in cui ha lavorato, la situazione politica ed economica di tutti gli stati dell'America Latina, le condizioni della gente delle montagne, so quanti soldi ha guadagnato, so tutto della sua storia d'amore con una italiana, conosco tutto sui suoi figli, potrei scrivere un articolo sui lavori artistici di sua moglie, dove espone le sue opere, mi ha messo pure al corrente di quello che ha intenzione di fare in futuro, del ristorante che doveva aprire...
tutto questo mentre cercavo di far breccia nel cuoricino di barbara.
cuoco, per favore...
sparisci!

dai, bubi, rispondi.....


Saturday, September 14, 2002

mi sarò anche svegliato male, ma il bubolone aveva proprio ragione per quanto riguarda il modo di guidare della gente in autostrada...


Friday, September 13, 2002

driin...
-pronto?
-ciao, sono io!
-...hmmmm... io chi?
-io, barbara!
-heilàaaa... come stai...
-sonoinegittostospendendounsaccodisolditichiamodomenicaquandotornociao
-ciao (cazzo, bella telefonata, grazie)


-tu porti lo zaino, gino?
-si
-io no, solo le cicche. portafoglio e telefono no, non posso rischiare
-ma no, che non cadiamo...
-meglio così, però non posso permettermi di rischiare
-come vuoi, io lo porto
-senti, ma se cadiamo, voglio dire, sto piovego, com'è l'acqua, mi prendo qualcosa?
Gino (il mio spassosissimo amico Gino)
-no, basta che tieni la bocca chiusa


Wednesday, September 04, 2002

ciao. come te la passi in australia?
ricordati il cappello....


Tuesday, September 03, 2002

mia mamma è tornata. non la vedevo da un po di tempo.
-vieni a pranzare da noi? ho voglia di vederti...
-certo, come no!
-si, però non portare qui la tua cattiveria come al solito
-ma che stai dicendo? vabbè vabbè, si dai ci vediamo dopo

-ciao, sei qui? viene anche tuo fratello
-hmmm...
-ci sta la sua macchina?
-no, ci ho messo la mia
-porta fuori la tua, allora
-scusa, non ho capito... porto fuori la mia, così lui porta dentro la sua?
-si
-ma ti stai rincretinendo? ma ti rendi conto? PORTO FUORI LA MIA, COSI' LUI PORTA DENTRO LA SUA?
-avevi detto che non avresti portato qui la tua cattiveria, rovinandoci il pranzo come sempre
-ma se ragioni così, come faccio a non innervosirmi!
-senti, se non vuoi rimanere, ti do un po di roba e te la vai a mangiare a casa tua!
-no no, sto qui. anzi, facciamo presto cosi vado via e gli libero il posto
-quanto lo odi tuo fratello, ma cosa ti ha fatto
-ma chi odio, ma dai
-si, guarda che brutti occhi che hai
-si, ho dormito poco stanotte, ho fatto tardi
-no, quella è la cattiveria!

poi mi chiede perchè sono sempre così aggressivo..


Monday, September 02, 2002

penso a quello che hai fatto
a quello che stai facendo
a come ti sei lasciata sedurre/
ingenuamente acerba
o possedere, forse,
consapevolmente rassegnata,
dagli intrighi di questa vita
dai fumi neri del camino d’acciaio
dal rumore di cento vasi di latta

(c'è qualcosa che precede, e c'è qualcosa che segue...
ma è presto per tutto)


tre di notte, io e gino.
serata lavorativa impegnativa, birra al banale, salto al maracaibo che ormai è chiuso, panino dall'abusivo, quello con la faccia da maiale. saliamo in macchina, seratina fresca, parabrezza appannato.
accendo l'aria condizionata per pulirlo, fredda.
gino mi dice che la dovrei far uscire calda, e tenta di spiegarmene il motivo.
ecco la spiegazione di gino, serio, giuro, ci credeva:
-praticamente il parabrezza è freddo, no? e il vapore caldo che emana dai nostri corpi si condensa sul parabrezza, e quando incontra il vetro, dice....
-eh? cosa dice?
-eh, dice "qua praticamente io dovrei essere LIQUIDO..."
rido come un cretino per almeno dieci minuti.
-sai, vero, gino, dove va a finire sta chicca?
-no, umbe, dai... sei imbriago, dai, dormici su...
gino, sei uno spasso!

posted by Umbe 5:49 PM *** |
 
Tuesday, August 27, 2002

s.martino buon albergo, sono con ale, gino e cri.
“e tu chi sei?” mi chiede con aria preoccupata, dal momento che mi stavo sbracciando davanti alla sua macchina che veniva verso di me, fermandosi per non investirmi.
Dico “no, in effetti non ci conosciamo non preoccuparti, volevo solo invitarti a sederti un attimo con noi, beviamo una birra insieme...”
-no non posso sono stanchissimo ho fatto settemila chilometri in macchina...”
-ooohh, settemila chilometri...E dove sei stato?
"no, dicevo per dire - mi dice, mentre scende dall’auto e si avvicina al tavolo - cazzo, da pescara a rimini in prima, si stanno rincoglionendo tutti, devono stare tutti nella corsia di sorpasso, con la corsia lenta assolutamente vuota, ma qui si tratta di egoismo, non c’è proprio più rispetto per gli altri” ci dice alterandosi un pochino
-dai, siediti un po’” gli dico, battendo sulla panchetta la mano a indicare dove doveva sedersi
-non posso proprio, mia moglie mi sta aspettando
-uff, dai, guarda, mi sei costato una giornata di lavoro, gli dico indicando i due cd che avevo comprato
-se sapessi cosa sono costati a me, due anni di lavoro... si, ok, capisco che c’è gente che va in miniera, ma non è facile, credetemi
-dai, siediti un attimo, no?
senza nemmeno ascoltarmi, continua il suo sfogo
-ma è tutta colpa della tv, sapete, si stanno rincoglionendo tutti quanti
-si si, dai, abbiamo capito” gli dico, mentre mi consegna i cd autografati, ciao, buonanotte.
Guardo i cd. cazzo, neanche una frase carina, che so, con simpatia, stima, affetto, qualsiasi cosa…
niente.solo “a Umberto, massimo bubola”
mah...
(ma dai, bubbolone, ma chi sei…)

ma tu... ma tu... ma tu sei alberto fortis!


Saturday, August 24, 2002

volevo scriverti qualcosa, ma non mi viene niente.
forse non ho niente da dirti...
mi ascolto i clannad, sono perfetti, in questo momento


Tuesday, August 06, 2002

voglio salutarti con questa canzone,che conosci bene..

Once upon a time
you dressed so fine
You threw the bums
a dime in your prime,
didn't you?
People'd call, say, "Beware doll,
you're bound to fall"
You thought they were all
kiddin' you
You used to laugh about
Everybody that was hangin' out
Now you don't talk so loud
Now you don't seem so proud
About having to be scrounging
for your next meal.
How does it feel
How does it feel
To be without a home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?
You've gone to the finest school all right,
Miss Lonely
But you know you only used to get juiced in it
And nobody has ever taught you
how to live on the street
And now you find out
you're gonna have to get used to it
You said you'd never compromise
With the mystery tramp,
but now you realize
He's not selling any alibis
As you stare into the vacuum
of his eyes
And ask him do you want
to make a deal?
How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?
You never turned around
to see the frowns
on the jugglers and the clowns
When they all come down and
did tricks for you
You never understood
that it ain't no good
You shouldn't let other people
get your kicks for you
You used to ride on the chrome horse
with your diplomat
Who carried on his shoulder a Siamese cat
Ain't it hard when you discover that
He really wasn't where it's at
After he took from you
everything he could steal.
How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?
Princess on the steeple and all the pretty people
They're drinkin', thinkin' that they got it made
Exchanging all kinds of precious gifts and things
But you'd better lift your diamond ring,
you'd better pawn it babe
You used to be so amused
At Napoleon in rags and the language that he used
Go to him now, he calls you, you can't refuse
When you got nothing, you got nothing to lose
You're invisible now, you got no secrets to conceal
How does it feel
How does it feel
To be on your own
With no direction home
Like a complete unknown
Like a rolling stone?

B.D.


Friday, August 02, 2002

a patty, ma non per patty....

mi odio per averla amata
e per la debolezza mostrata
era soltanto una faccia
dipinta sulla strada del Suicidio
il palcoscenico era pronto
le luci spente
lungo la strada di campagna
mi odio per averla amata
e sono stato contento
quando la tenda è calata
odio lo stupido gioco che abbiamo giocato
e il bisogno che esprimeva
e la pietà che mi ha mostrato
chi mai se l'aspettava?
sono tornato giù in paese
e ho sentito dentro di me
quello spazio vuoto
dove il martire geme
e l'angelo gioca col peccato
c'è chi pratica la solitudine
io non sono uno di quelli
in quest'era di vetroresina
vado in cerca di gioielli
nella sfera di cristallo
non ci ho ancora visto niente
ho pagato il prezzo della solitudine
ma almeno ho saldato il mio conto
non ricordo una cosa gradita
che lei abbia fatto per me
tranne battermi sulla spalla
quand'ero in ginocchio
ci fissavamo negli occhi
a chi resisteva
non c'è bisogno di scusarsi
che differenza farebbe?

Monday, July 29, 2002

avete mai visto il casello autostradale di Trezzo sull'Adda? e la zona lì intorno?
beh, se una sera, chessò, alle dieci, siete in montagna, sull'altopiano di Asiago, a casa, e non sapete che fare, e vi state annoiando, perche avete già finito di leggere il vostro Tolstoj che doveva durare un pò di più, e lì intorno non c'è assolutamente niente da fare, e a casa nemmeno, e la tivù no non è serata, allora prendete i vostri fedeli cavalli e fateli trottare, se siete sereni e tranquilli, o galoppare, se siete nervosi, o incazzati, o alterati, giù dalle montagne, e poi via, via sulla Valdastico, più veloci che potete, e poi sulla Venezia-Milano, verso Milano, ovvio.
drin drin-pronto-arrivo.
niente caffè, questa volta, niente pause, il piacere non è il viaggio, stasera, è la meta.
ho fretta di arrivare.
vicenza-verona-brescia-bergamo-capriate
FERMA! troppo tardi ok esco alla prossima vediamo cosa c'è...
Trezzo sull'Adda!
TREZZO SULL' ADDA!
magnifico. uscite, c'è un bivio, prendete a dx, 20 metri, ecco, fermatevi lì!
che bello... ne valeva la pena, il cielo, la luna, gli autotreni,le fabbriche, uuuuhh che spettacolo
se vi va bene, c'è una sorpresa.
a me è andata bene.
quest'anno non sono stato molto buono, ma babbo natale mi doveva qualcosa dagli anni passati, e così mi ha fatto un dono; riparatore, forse?
non lo so.
sarà così anche per voi?
non so nemmeno questo.
ma se volete vedere qualcosa di bello, di veramento bello, allora, amici, ho quello che fa per voi:
prendete i vostri cavalli, fategli cantare qualcosa, e fateli schizzare fino a Trezzo sull'Adda!


Friday, July 26, 2002

dopo devo andare a damasco,
mi serve la penna
o dovrò pagare il piccolo scrivano.
problemi con la pedofilia.
mi porto la pasta
suona ruby tuesday.
chiamami quando puoi
o quando vuoi
fà qualcosa, ma fai presto
sto scivolando via
e il posacenere bianco
mica mi basta
per aggrapparmi a tutto questo,
siria permettendo


Saturday, July 13, 2002

il ruggito delle nostre macchine ci promette riparo - portiamo calzoni attillati e siamo schiavi dell'appetito - ci lasciamo drogare da joan crawford e formiamo colonie brulicanti e moriamo di conversazione virile... Marcellus, vestito di kaki quando fu colpito dalla pazzia, intentò immediatamente causa a un figlio illegittimo che apparteneva a qualcun altro - josie disse che tutti andarono al processo con una cerbottana... Tom costrinse Melodius a odiarlo, poi saltò da una finestra - noi siamo tutti uguali e ci ficchiamo bellamente scorpioni negli intestini - prendiamo pillole nel culo - lodiamo missionari finocchi e gettiamo gli omosessuali nei bassifondi del fenomeno... in inverno un musicista di faccia nera annuncia di provenire da Due Donne -impiega il suo tempo libero nel tentativo di sbucciare la luna e si trova qui per riscuotere il suo francobollo da otto centesimi - Marguerita la spacciatrice, tirando una carrettata di giovedì in Damaen's Row gridando "sentimenti e muscoli", lo uccide per soddisfare il proprio appetito... le soddisfazioni sono poche nell' Isola Chimica -ragazzine profumano i loro gamberi e non ci sono giganti - i guerrafondai hanno rubato tutte le nostre rosolie e le danno ai dottori a fini di corruzione - la notte scorsa sono rimasto sveglio per tre ore con Pearl - essa sostenne di essre stata in una casa d'affitto dove una volta avevo abitato - non avevano niente in comune, io e Pearl - condivisi la sua noia e non ebbi niente da offrirle - ero ubriaco e mi divertii da solo... noi vogliamo fare dei viaggi e usare tutto fuorchè i nostri piedi e incontriamo con la lingua legata avviliti volgari geeks con gorillesche strette di mano e Ercole ubriaco ci aspetta nei nostri letti e noi dobbiamo salutarlo e egli dice che i nuovi elicotteri sono arrivati e "questo è il vostro geek" e "voi prenderete i vostri ordini da lui" sì' le soddisfazioni sono poche ma non ci sono giuramenti da fare nè aggressioni psicologiche - fuorchè per l'autocoscente pazzia introdotta dai cacciatori con radio vestiti con abiti religiosi, tutto va bene... l'Angola è stato bombardato stamattina, e ora sono ubriaco di disgusto - la mia testa soffoca - scruto nell'orsa maggiore con una camicetta dai bottoni d'argento nelle narici - sono lieto che a Marguerita vada tutto bene - mi sento costoso ti lascio il mio bambino sui gradinidi casa. tu che sei così brava dovresti averne cura. dopo tutto, è anche figlio tuo. ho intenzione di tornare a vederlo fra una ventina d'anni, quindi farai meglio a fare un buon lavoro. io vado sulle montagne in cerca di lavoro. mi porto il cibo dietro. ricordati di luv. tieni pulita la stufa e attenta alla bombola del gas
il tuo louie louie

B.D.


a patty, che apprezza le mie parole

mi hai rovinato la serata dagli amici.
si, me l'hai rovinata. anche se è stato un piacere.
te ne stavi lì, e non mi permettevi di parlare con loro, entrare nel loro clima... te ne stavi lì, e mi parlavi. abbiamo chiaccherato tra di noi, abbiamo fumato insieme, abbiamo bevuto un bicchiere di vino, siamo usciti in terrazzo e ci siamo seduti per terra, guardando il cielo, bagnandoci dell'umidità serale, ci siamo tenuti la mano, ci siamo abbracciati, ci siamo respirati, ci siamo guardati, ci siamo baciati, infine, ci siamo perfino ubriacati di bacetti scemi, di una voluttà sconsiderata, di un piacere colpevole,
di un desiderio lascivo...
mi piace sedermi in macchina, e guidare. mi fa sentire bene, starmene cosi, da solo. guidare, mentre fumo una sigaretta, bevo una birra, ascolto la musica giusta per quel momento.
e penso ai miei pensieri...
stasera avevo con me la chitarra.
è bella l'autostrada, di notte.
cento km mi bastano.
mi danno il senso del viaggio.
di notte lo spazio è tuo.
mi fermo all'autogrill. guardo le facce di qualche persona sola, assonnata. mi prendo un caffè, cammino sull'erba già umida mentre fumo una sigaretta...

ti abbraccio


Thursday, July 04, 2002

è tornata a farsi sentire francesca.
sono passati due anni, dall' ultima volta che l' ho vista.
si è presentata una mattina al lavoro, da me.
mi è mancato il fiato per almeno un minuto, non sono riuscito a parlare.
per un anno m'ero chiesto come mi sarei comportato se l'avessi rivista, mi preparavo le battute da dire....
una più cattiva dell'altra, tese a umiliarla, a offenderla, a provocarla, a ferirla.....
poi per un anno non ci ho più pensato, un'ulcera mi è bastata.
in quel minuto, dal momento che io stavo zitto, lei ha aprofittato per parlare.
-era da tanto che volevo passare, ma pensavo che mi avresti mandato aff.
apro bocca e dico:
-è quello che pensavo che avrei fatto... come stai?


Tuesday, June 18, 2002

alice guarda il gatto e il gatto gira nel sole mentre il sole ...mah!


Thursday, June 06, 2002

la vita, per un giorno, mi ha sorriso. un solo giorno, credo. probabilmente, visto che non ci siamo piu sentiti praticamente da martedi.
eppure... mi sa che tutto torna come prima, però non sono dispiaciuto piu di tanto, ho vissuto emozioni che non provavo da troppo tempo, e se anche è durata il tempo di una sera, non importa, c'è stata, comunque,
e ti senti un po' vivo, e ti da un po' di intraprendenza per il futuro, ma solo quello prossimo.
vedremo quello che succede...


Tuesday, May 28, 2002

eccoci qua,di nuovo tutto come prima...

Monday, May 27, 2002

ascolto e ri-ascolto questo incredibile brano di van morrison.
immaginatevi sedici minuti e diciannove secondi di orgasmo nelle orecchie...
van morrison e john lee hooker,
pezzo quasi strumentale, Caledonia Soul


Tuesday, May 14, 2002

Hey! Mr. Tambourine Man,
suonami una canzone
Non ho sonno
e non c'è nessun posto dove andare
Hey! , Mr. Tambourine Man,
suonami una canzone
Nel mattino tintinnante ti seguirò
Sebbene io so che l'impero della sera
si è trasformato in sabbia
Svanito dalle mie mani resto qui cieco
ma ancora insonne
la mia stanchezza mi stupisce,
sono fisso sui miei piedi
non ho nessuno da incontrare
e la vecchia strada vuota
è troppo morta per sognare
Hey! Mr. Tambourine Man,
suonami una canzone
Non ho sonno
e non c'è nessun posto dove andare
Hey! Mr. Tambourine Man,
suonami una canzone
Nel mattino tintinnante ti seguirò
Portami in un viaggio
sulla tua magica nave turbinante
i miei sensi sono spogli,
le mie mani non hanno presa
le dita dei miei piedi
troppo intorpidite per camminare
aspettano solo i tacchi
dei miei stivali per vagabondare
Sono pronto per andare dovunque,
sono pronto a svanire
nella mia parata personale,
lancia il tuo incantesimo danzante,
prometto di sottopormici
Hey! Mr. Tambourine Man,
suonami una canzone
Non ho sonno
e non c'è nessun posto dove andare
Hey! Mr. Tambourine Man ,
suonami una canzone
Nel mattino tintinnante ti seguirò
Sebbene tu senta ridere,
ruotare, dondolare follemente
attraverso il sole
ciò non è indirizzato a nessuno,
semplicemente sta scappando di corsa
e tranne che il cielo non trova barriere
E se tu senti vaghe tracce di mulinelli
di rime saltellanti al tempo del tuo tamburino,
non è altro che un lacero pagliaccio
Fosse per me
non gli presterei alcuna intenzione,
vedi bene che è solo un'ombra
quella che insegue
Hey! Mr. Tambourine Man,
suonami una canzone
Non ho sonno
e non c'è nessun posto dove andare
Hey! Mr. Tambourine Man,
suonami una canzone
Nel mattino tintinnante ti seguirò
Allora fammi scomparire tra gli anelli
di fumo della mia mente
giù nelle brumose rovine del tempo,
lontano dalle foglie gelate
dai terrifici alberi infestati dai fantasmi,
su spiagge ventose,
fuori dal corso attorcigliato del folle dolore
Sì, danzare sotto il cielo adamantino
con una mano che fluttua libera
stagliata contro il mare,
con intorno un cerchio di sabbia,
con i ricordi ed il destino persi nelle onde
lasciami scordare l'oggi fino a domani
Hey! Mr. Tambourine Man,
suonami una canzone
Non ho sonno
e non c'è nessun posto dove andare
Hey! Mr. Tambourine Man,
suonami una canzone
Nel mattino tintinnante ti seguirò


Tuesday, May 07, 2002

ieri sera ho potuto gustare quel gran capolavoro di commedia che è "hannibal", lo conoscete, no, il seguito de "il silenzio degli innocenti". beh, allora vi racconto l'episodio che mi ha davvero impressionato. allora, il nostro eroe ed amico hannibal lecter, in esilio volontario in quel di firenze, forse perchè innamorato della secucente clarice - mi sembra di ricordare - starling, che lo insegue da una vita, pensa bene di inviarle una missiva, credo sapendo che così sarebbe riuscita ad arrivare a lui, dopo dieci anni nei quali lei aveva smesso di mangiare e bere a causa del forzato distacco. insomma, mi stavo per l'appunto chiedendo come ci sarebbe riuscita, quand'ecco il colpo di scena: in sala di consiglio, è presente un tipo che esce direttamente dall'addestramento all'unità cinofila dell'FBI. prende la lettera, la porta al naso, ed inizia questo splendido esempio di logica deduttiva holmesiana:
" sniff sniff... si... dunque, questa carta da lettere è comune, la puoi trovare in diecimila paesi del mondo... mmhhh... sniff sniff... si... anche l'inchiostro non mi dice un granchè... snifff ... aspetta... sento odore di ( e qui scusatemi non ricordo bene le parole, mi stavo rotolando per terra dal ridere) ambra... sniff snifff ... si... la ricavano dalle balene... dunque giappone... oppure qualche paese dell'europa... dunque... sniff sniff... aspetta... si... ci sono! firenze! si, firenze... sniff sniff... mhhh si, direi pontevecchio... umhhh alla fine del ponte... sniff sniff, si, dopo la gioielleria, all'angolo... sniff sniff... ecco si riconosco il profumo, passi la gelateria... sniff sniff... c'è un semaforo, ne odoro l'aroma, sniff sniff... SI! è una cartoleria, è quella in via XXX n.57. non posso sbagliarmi" -
-bravo sei un asso! tom, dagli un osso, se l'è meritato!
-clarice, chiama quella cartoleria, fatti mandare le registrazioni delle telecamere a circuito chiuso. fatto. è proprio lui, l'ho riconosciuto...
e questo è l'esilarante espediente che l'FBI ha usato per individuare la provenienza della lettera del signor lecter.
ve lo consiglio, è un gran film, vedetelo, poi casomai ne discutiamo assieme.


Monday, May 06, 2002

nella vecchia fattoria ia-ia-ooo
quante bestie ha zio Tobia ia-ia-ooo
c'è la capra -beeeeh
c'è il cane -bau bau
c'è il gatto -miaoooooo
c'è il cavallo - iiiihhhhhhh
c'è il rinoceronte -...
embè? pensi di farcela?
-non mi viene niente...
grrrrrrrrrhhhhh -...
vabbè! cìè l'asino
-ih-oh ih-oh
c'è il topo-squitt squitt
nella vecchia fattoria ia-ia-ooo
quante bestie ha zio Tobia ia-ia-oooo


Saturday, May 04, 2002

-Pillo, caffè….
-grazie. vado a farmi una doccia!
-ok
(esco dalla doccia)
-aaaaaarrrggghhhhh, chiudi quella cazzo di finestra, sei matta, senti che freddo!
-ma c (sta per cicci) c’è puzza!
- fanculo la puzza, me la tengo, almeno finchè mi vesto! e poi, perché hai scaldato i cornetti?
-sono più buoni, caldi
-mah! e perché ne hai scaldati tre?
-uno per me e due per te
-e da quando io faccio colazione? Mangio per farti compagnia, e me ne prepari due! e adesso cosa stai facendo?
-ti lavo sta roba
-e chi ti ha detto di farlo, che poi mi lasci un disastro
-dai, non mi piace lasciare qui il disordine
-lascia, mi arrangio io
-ho gia fatto, te l’asciugo
-ma dai, lascia stare...

-andiamo?
-si. Vuoi un passaggio?
-ok.
-accendi il tergi
-ma mi da fastidio
-ma senti che discorsi! le da fastidio... attenta! Come cazzo la prendi sta curva, stai dalla tua parte e guarda a dx e a sx, devi dare la precedenza
-avevo guardato
-tu non devi guardare, devi stare dalla tua parte
-uff
-guarda che lo dico per te
-mi stai mettendo ansia…
-seee... attenta al marciapiede!
-Diomio, alla mattina sei proprio insopportabile! Non credo che verrò più a trovarti. Anzi, vengo ancora, ma me ne vado via alla sera
-si, ok. Ciao, c, guida piano. Messaggino quando arrivi
-ciao, p


Friday, May 03, 2002

il gatto impiccato non ci vede da un occhio


Monday, April 29, 2002

escribir es llorar...(J.M.Larra)


serata danzante

il piccione arancione
ha spiegato le ali
il sonno mi avvolge
come una nube
l’inchiostro fluttua
denso & ondoso
la cuffia mi guarda
girati – che vuoi?
la musica stasera
è il silenzio minaccioso
& il sonno è comprensivo
alzati - LUCE –
& posati sopra di me
le mie gambe stanno urlando
in spagnolo, credo,
o giù di lì
la zanzara è il DITO
& il dito è penna, & pensiero.
certo, lo volevo anch’io
che differenza fa?
mi porti con te
piccione arancione?
se vuoi, non ti accorgi
che Colombo è dietro di te
cerca la balena
ma non sa
che è già morta
balena,
perché sei morta?
sono SVEGLIO
no no
è l’acqua che mi culla
tiepida mano grande
non sarà adesso
che l’occhio si apre
la porta soffia
SORRISO, chi è?
numero perfetto
le mie orecchie adesso danzano
mentre il furgone scivola
& l’infinito è due ore
& domani è un giorno.
lettera, & poi speranza & musica
chi mi apre la porta?
sapevo, & bastava
è lucida, come il pane
& il piccione arancione
guarda,
& sorride


scusami umberto, in un certo senso si, sono sparita, da me stessa, dalla mia esistenza, è successo quello che speravo con tutte le forze di non provare mai. Ogni giorno ha le sue pene, quanto basta per arrivare a sera. purtroppo in questo momento della mia vita non riesco più a lottare, ho raggiunto la consapevolezza di aver bisogno di aiuto esterno, da sola non riesco, mi sono rifugiata in un mondo di non ritorno che mi sta risucchiando sempre di più, non riesco a ritrovare la strada del ritorno, mi sono persa in un dedalo di ombre, di pessimismo, di paura e non so quando rinascerò per tornare. In parole molto semplici, sono cascata nella ragnatela della depressione, ecco i miei silenzi prolungati, ho voglia solo di dormire e di farla finita con tutto, soprattutto con me stessa. Sono controllata a vista da tutti e da lunedì incomincio ad andare da una psicologa sperando che abbia la bacchetta magica per rimettermi in sesto anche se è evidente che dipende tutto da me! Appena starò meglio mi farò risentire, per ora rifuggo da tutto e da tutti.
Ciao lara


"ero sicura che c'eri rimasto male ieri sera, per questo ti ho mandato le due mail stamattina, lo so che non sai cosa pensare, risulterebbe difficile anche per me, capisco anche che ti risulti difficile immedesimarti in quello che faccio, non potrai mai capirlo se non lo fai di persona, su questo sono certa, indubbiamente si aggiunge anche il mio modo di fare contraddittorio per certi versi, penso delle cose e ne faccio delle altre, ti ho già detto una volta che la mia vita è per gli altri, non per me stessa, le cose che faccio sono in funzione di quello che gli altri si aspettano da me, non di quello che vorrei veramente. Ieri sera mi sarebbe piaciuto uscire con te (questo è quello che volevo), invece ti ho mandato quell' SMS (che è quello che vogliono gli altri) nel senso che uscire con te significava non vederci che per un'ora, non volevo questo, l'altra volta il tempo è volato, sicuramente non mi sarebbe bastata un'ora, sappiamo come vanno queste cose, vien da se la decisione, sofferta, di rinunciare completamente a vederti. Vorrei capire cosa secondo te ho già deciso. mi sembra prematuro prendere una decisione in un senso o nell'altro, ti prometto che sarò sempre sincera, non farti condizionare da quello che ti ho raccontato di marco, in quel caso sono stata costretta a fingere dopo che lui non accettava l'evidenza, ogni situazione va vissuta per quello che è, singolarmente, istante per istante. Questo distacco forzato da te mi ha fatto riflettere su quello che voglio, che vorrei (il condizionale è d'obbligo), mi sono accorta che la seppur minima distanza che ci separa, mi sembra incolmabile, ti sarai accorto di quanto per me risulti fondamentale un contatto quotidiano, cosa che risulta impossibile ora, figuriamoci se decidiamo di far diventare qualcosa di più serio il nostro rapporto, mi sto allontanando perché non voglio sentirmi più coinvolta di quello che già sono, non voglio soffrire per una storia che non è ancora cominciata ma non voglio neanche perderti, ci tengo molto a te, mi hai dato tantissimo, anche adesso, in questi giorni, nonostante il mio comportamento incostante, è chiaro che ora si aggiunge lo stress che mi impedisce di pensare in positivo, per questo vorrei rimandare qualsiasi decisione a dopo, naturalmente se va bene anche a te, ci mancherebbe, sono convinta che le cose si debbano fare in due. trai tu le tue conclusioni in tutta serenità, spero di essermi spiegata abbastanza.... lara"


ciao.
mi chiedevo se sei ancora in questa valle di lacrime...


ho visto l'intimità del vigile
volare sopra la vite
ho visto la fame della nube tossica
saziarsi nel mattino
ho visto l'erba sulla strada
sudata e annoiata
ho visto morfeo
dice di salutarti


che dici, architetto, chiedi se non ho mica letto cosa...
hai scritto qualcosa, nel pomeriggio primo di qualche curioso giorno di nebbia prenatalizia. ho gli occhi bendati, le mani bucate, la barba è un maglione. dovrei avere letto , forse... non mi ricordo, non mi pare, se vuoi vado a controllare. vuoi? mah, non sarà stato niente di importante, se la forza trascendente non me l'ha portato, e babbo natale non se ne è fatto carico. chiamerò i re magi, chiederò spiegazioni di questa inadempienza, se è necessario disturberò anche sua maestà la regina del paese, ma voglio andare fino in fondo a questa faccenda, ma stiamo scherzando, con tutti i pellegrinaggi che ho fatto, giù in ginocchio sulle arachidi tostate, e le pallonate in testa, per poi essere ripagati così... se vuoi, controllo. vuoi? ti ricordi, è da ottobre che sostengo che babbo natale quest'anno sarebbe arrivato in ritardo, non m'ero sbagliato, come vedi. ma l'importante, sarai d'accordo con me, alla fine, è che arrivi, su una jaguar verde metallizzata, col bagagliaio carico di doni. le renne, lo avrai sentito, hanno cominciato a pretendere qualcosa. povero babbino, gli ha sempre voluto bene lui a questi animali, e guarda cosa gliene viene... gli ho dato una pacca sulla spalla, (m'è rimasto del rosso di tinta sulla mano, ora che ci penso), che vuoi farci - dico - loro rimarranno per sempre delle renne, hanno deciso di esserlo per tutta la loro mediocre vita... tu sei babbo natale, stai scherzando? se vuoi, posso controllare... vuoi?


Sunday, April 28, 2002

ce le ha grosse in viso...
LUI, per un liberiano, per lui
LUI ha tirato le cinque di mattina


mi sento il petto
come se i becchini l'avessero scavato
tutta la notte...
domani se sono fortunato,
farò colazione in Cielo...
uno strano amo da pesca
penzola davanti alla mia finestra
- potrei anche alzarmi
e camminare sulla fronte
-potrei anche perdere tutti i miei biglietti...
vorrei che ci fosse qualcosa
che desiderassi così ardentemente
come questo amo da pesca
desidera esprimersi

B.D.


la verde maggie della farsa profana e il suo lancio dei sette veli e lotta contro le mungitrici e l'alta cigolante porta del granaio sbatte -cielo! e virtuosa e di sottile costituzione 38-20 sulla palla e catena e tenendo al guinzaglio il piccione dell'avvocato mentre il primo chitarrista di rock'n'roll fa le violette di sua madre e la sua cosa in mezzo al seggio da lavoro del magistrato inquirente e la verde maggie ti spinge negli occhi del guidatore di macchine truccate e la sua pronuncia è blesa e non ha soldi da pagare per il suo linguaggio e maggie non è verde e non è diverrtente e la vita diventa insopportabile ma l'oratore non è il giornalista e gira intorno alla sala stampa e offre denaro all'equipaggio del giorno e ai mercanti di venezia e perchè preoccuparsi delle storie degli altri? questo non fa che produrre angoscia/perchè è incredibile! il mondo è in collera con la giustizia

B.D.


Friday, April 26, 2002

mario è appena andato via, una di notte. mario è un fenomeno, dategli 6 corde, 8, 12, basta che siano corde, e lui ci tira sempre fuori qualcosa di miracoloso. mi sta insegnando a suonare la chitarra, fatica degna di ercole. per lui, intendo dire. quanta pazienza deve avere. io ne sono entusiasta, imparare è gratificante, ma quando a insegnarti è uno bravo davvero, diventa entusiasmante. poi prende in mano il mandolino (uno dei pochi acquisti intelligenti che ho fatto), mi dice fai questi accordi ( e io dimostrassi una volta un po' di orecchio, mi deve fare i segnali con tutto il corpo per dirmi: che dici, vuoi cambiare accordo o hai preso sonno? ad ogni modo...
sono stanco. oggi sono andato a correre. domani giornata di lavoro, duro lavoro. 25 aprile. noi, quando gli altri fanno festa, li aiutiamo a fare festa, preparandogli una buona cenetta.
gino mi aiuta in questo, voi penserete lavorando.
macchè, m'aiuta tenendomi su il morale, con il suo bel faccino divertente!
ogni tanto mette un po' di pomodoro qui, una manciata di mozzarella là, ma niente di più, non crediate.
-Gino, è mai possibile che io sudo come una bestia e tu sei sempre fresco come una rosa, neanche un gocciolino di sudore... è perchè non ti impegni,cazzo, gino, muoviti!
- GINO, FAI IL CALZONE!
- mah...
- GINO, CAZZO, FAI STO CAZZO DI CALZONE!
- si, però...
-GINO, PORCA DI UNA PUTTANA, LO VUOI FARE STO CALZONE?
se vedete gino, ditegli: gino, fai il calzone!


ieri sera, beh,i pensieri, le immagini, mi si presentavano davanti con una forza dirompente, non li controllavo più, le situazioni più diverse si associavano con una loro determinata volontà, io osservavo da lontano, meglio, ero lì, ma come se fossi legato, estraneo... dio mio, due ore così, non lo so, come se fosse la prima volta, la più grande...gli omini della tv uscivano e venivano a dirmi cose che mi facevano sentire che in quel momento eravamo tutt'uno, dicevano proprio quello che io volevo che dicessero, quello che mi aspettavo di sentir dire... ma tutti, eh, mica solo uno o due. che roba! ho riso. ieri non avevo voglia di piangere.


Tuesday, April 23, 2002

guido mi ha invitato ad andare a correre. non so se ho fatto bene, le gambe stanno urlando, straziate dal dolore. non ci pensiamo più. oggi è il mio giorno di riposo, e come al solito, vorrei fare tremila cose, vedere tremila persone, e alla fine... di solito me ne vado a letto tra il deluso per non aver fatto niente di quello che speravo di fare e l'incazzato, per lo stesso motivo. e che m'incazzo a fare, dovrei prendermi la testa e sbatterla violentemente contro il muro, tante, tante volte, e poi ancora... stasera però c'è in programma una cena con barbara. O almeno c'era, nelle intenzioni mie e sue della scorsa settimana. ora la chiamo, ma tanto, che cambia? Tempo fa sono stato io a non volere. adesso è lei, ma d'altronde, la mia è solo noia, ha ragione, perchè mai dovrebbe, non si andrebbe da nessuna parte...

posted by Umbe 5:21 PM *** |

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