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{Thursday, November 27, 2003}

 
ho voluto cercare in un paio di dizionari il significato della parola "barbaro", chè ogni tanto mi dimentico il significato quello proprio preciso originario etimologico della parolina. ecco qui:
1) privo di finezza, rozzo, incolto
2) che, chi si comporta in modo rozzo e incivile
o i signori del vocabolario hanno conosciuto per benino qualche (persona) barbara, oppure sono proprio bravi, e le cose le sanno.
yippie-ee-ee

posted by Umbe 8:29 AM *** |


{Wednesday, November 26, 2003}

 
Stamattina, tornando dalla casa famiglia, ho accompagnato un ragazzo albanese a padova, e così abbiamo fatto due chiacchere. Mi ha raccontato della traversata dell’adriatico, dalle coste albanesi a brindisi. Quattro giorni su un peschereccio, anzi, in un vano di pochi metri quadrati del peschereccio, ammassati in venti, senza mai uscirne per stare nascosti, non potendo nemmeno orinare e senza che gli venisse dato niente da mangiare.
Quattro giorni.
Tremila euri.
Quando lo stipendio medio di un albanese equivale a duecento euri. Così mi dice lui. E comunque tremila euri sono tremila euri. Dice che se ritrova quel bastardo nella sua città, lo chiude in uno stanzino buio, quattro giorni senza mangiare e pisciare. Dice anche, enfaticamente, che lo ammazza.
Non è una storia originale. Non c’è niente, di quello che mi dice, che già non sappia, nessuna situazione particolare, niente di niente di nuovo, di peculiare, di originale.
Eppure, vedere alla tivù ‘ste facce che arrivano, sentire le loro storie, conoscere le condizioni in cui sono arrivati, i soldi che hanno pagato per arrivare, non è, non è per niente uguale, per niente, che sentirtelo raccontare da un ragazzino di quindici anni che te lo racconta guardandoti in faccia, con gli occhi che ri-vanno a non più di due mesi fa. Non è assolutamente la stessa cosa.
È una cosa barbara...
Si, è una cosa barbara.

posted by Umbe 2:00 PM *** |


{Monday, November 24, 2003}

 
(Scrivo dallo stanzino degli operatori in casa famiglia, ormai il mio lettone me lo sono dimenticato, non so più che forma abbia. Qui anche stasera. Scrivo mentre un ragazzo marocchino in camera sua spara musica a palla, tre mangiano come iene a digiuno da un mese e un albanese sta a dieci centimetri dallo schermo della tv a godersi uno di quei pornazzi soft che danno su telenuovo la sera tardi, dico attento che ti fa male quella roba lì, ti ho visto l’altra sera, lo so come va a finire, lo sai che perdi la vista, vero?

Una della quattro Manu che ho conosciuto nell’ultimo mese, (quattro. niente di meno) l’ho conosciuta al lavoro in pizzeria. Linguettina affilata e tagliente, è persona intelligente e stimolante, così che il nostro rapporto consiste in uno scambio di battute mai volgari, sempre alte e fini, ma talmente fini che spesso non le capiamo nemmeno noi che le facciamo.
E poi oggi mi dice che c’ha un’amica che, se ne sta convincendo sempre di più, sembra fatta apposta per me. Cazzo, e me lo dici solo adesso? cosa aspettavi a dirlo, un invito formale in carta bollata?
Domande, nell’ordine (di importanza): è ciccia? Si, è piuttosto carina. Quanti anni ha? Ventiquattro. Si chiama? Silvia. Ok, il nome mi piace, ho già una poesiola pronta che si intitola appunto a silvia e comincia così silvia rimembri ma poi perchè la devo dire a te gliela dirò a lei quando sarà il momento. Allora, quando facciamo ‘sta uscita?
Cucù... dove sei.... sparita! La domanda cade nel vuoto, subito risucchiata, insieme con la fuliggine, dalla canna fumaria, e la risposta, amici miei, soffia nel vento, come amava recitare una mia zia con i baffi tutte le sere dopo cena, mentre si fumava una sigaretta guardando mio zio suo marito che lavava i piatti e bestemmiava.
Ad ogni modo, vi terrò aggiornati sugli sviluppi di questa storia inventata, perchè, anche se è inventata, sono del parere che si meriti uno sviluppo e un epilogo.
Devo comportarmi bene con wilma, chè l'altra sera è venuto suo moroso in pizzeria e m'ha tirato un'occhiataccia, passando davanti al banco, e con quell'occhiataccia ha inteso dire "attento, mocciosetto, che ti ho già inquadrato, stai al tuo posto, e hai fatto bene ieri sera a non uscire con noi, avresti rotto le balle e saresti stato in più, e se wilma te lo chiede ancora, tu continua a dire di no che non puoi se no ti spacco le gambine hai capito?"

Detto questo, passiamo a un’altra Manu, di un’altra pizzeria. La Manu che è venuta a trovarmi oggi. Per cominciare, dice che ha smesso di fumare, che sono quattro mesi, però nell’arco di un’ora e mezza mi scrocca cinque cicche. Scusa, hai detto che hai smesso, si? Boh, dev’essere che io fumo con tanto gusto e sentimento che farei venir voglia di fumare anche al più rompiballe dei rompiballe che rompono appunto le balle ai fumatori. Generalmente, ex fumatori, che ti ammoniscono col tono superiore di chi c’è passato, e ha superato, di chi ha affrontato e sconfitto le fiere dantesche, e adesso cammina con passo fermo e sicuro verso la Santità, libero del fardello del peccato.
Mi dice ho preso sei chili, si vede? Non saprei, se ti alzi e mi lasci guardare il culo, chè quello ho ben presente com’era, e me lo ricordo bene, ci passavo le sere a rimirarlo, allora potrei fare un confronto, ma così, su due piedi, solo guardandoti in faccia, non so, non saprei dirti....
Però, in effetti, non c’ha più quell’aureola di sesso selvatico che emanava un anno fa, sembra invecchiata di parecchi anni.
“Big Jim come se la passa?” “chi è Big Jim, Claudio?” “si chiama Claudio? che ne so, io” “si, Claudio sta bene” “sempre tutto un fascio di muscoli, si? “si, si” “figo, cazzo...” “beh, sai, è il suo lavoro” “perchè, che lavoro fa?” “eh, fa il bagnino” “ah, però! hai detto niente...”
e mi parla dei suoi genitori, del genitore di padova e di quello di savona, e dei consorti dei suoi genitori, e della sorella, una ciccettina russa adottata dai genitori di savona, del suo lavoro, di suo moroso, della casa, dei suoceri, delle micie, della pizzeria, dove lei lavora ancora nei fine settimana, cose tutte molto interessanti che però non sto qui a raccontarvi, e penso che comunque vi interesserebbero poco. Non che a me...
“senti, ma tu e Taricone non vi sposate?” “chi è Taricone, Big Jim?” “vedi che cominci a capire? si, sempre lui” “no, per ora no”.
“sai, mia sorella sta diventando un puttanone...” “ah, chissà da chi ha preso...” “beh, dai, io non ero così” “non lo so, io, Manu, non ti conoscevo all’epoca, però girano certe voci” “si, lo so, ma sono solo dicerie. Chissà perchè poi mi sono fatta questa fama...”
“Già. Chissà perchè...”

posted by Umbe 11:31 AM *** |


{Saturday, November 22, 2003}

 
manu mi ha mandato un messaggino, dice se domani sono a casa, che viene a bersi un caffè. chiedo ce l'hai ancora il mandrillo, dice si, sempre big jim? mi informo, si, mi risponde,e va tutto bene? chiedo ancora, si, dice lei, allora che vieni a fare, scusa, dico, ma no dai va bene vieni, almeno però mettiti un paio di pantaloni aderenti, che diamo un po' di soddisfazione agli occhi, almeno quello...
ce l'hai ancora quella tutina viola? ecco, mettiti quella
la ragazza ha fama di essere pittosto disinvolta, un amico comune dice che già al liceo con un giochino di parole la chiamavano "mano d'oro", però ovviamente io non posso dirlo, cioè mi piacerebbe dire se sia una fama meritata o meno, ma me ne è sempre stata negata l'opportunità. pues claro! eppure quando l'ho assunta mi pareva di essere stato chiaro, gli accordi sono questi e questi, e fra le tue mansioni c'è pure questo e questo. si si, dice, e invece dopo, no no.
se solo gino mi avesse spalleggiato un po'....
non si fa così, però

posted by Umbe 5:19 PM *** |


{Thursday, November 20, 2003}

 
defecatio matutina
meglium est quam medicina

posted by Umbe 9:08 PM *** |


{Tuesday, November 18, 2003}

 
Cara Brigitte Bardot, appunto questo volevo dire, che quella è una frase che ha il tono di un'incisione sulla pietra, scolpita con lo scalpello di un mastro scalpellino, con tanto di notaio a notificare e di suggello a suggellare, e coro di angeli angelici e squilli di trombe trombose in gran pompa ed eunuchi festosi e vestali col fuoco e meretrici con l’acqua e ippopotami ed elefanti al seguito di annibale che arriva correndo e saltando e cantando e però anche scoreggiando e invece....
E invece vale per una manifestazione estemporanea, esternazione di un sentimento e di un sentore passeggero, che dico, passeggero, fugace, volatile, effimero... insomma, poco consistente.
Insomma, inconsistente

posted by Umbe 6:22 PM *** |


{Monday, November 17, 2003}

 
arrivo da un doppio turno di lavoro, perchè nonostante guadagni dodicimilaseicentocinquantacinque più o meno euri al mese, sono sempre al verde, o in rosso, o in qualunque altro colore che indichi appunto una situazione economica disastrata. uscito dalla pizzeria, sono andata in casa famiglia, sperando di riuscire a dormicchiare un pochino.
vana speme! un albanese s'è messo al telefono e c'è rimasto un'ora a urlare, e appena sono riuscito a prendere sonno, viene il ramadan a fare le sue vittime, chè i marocchini si devono alzare alle quattro per riempirsi il pancino, ci mancherebbe, hanno anche ragione, ma farlo un po' in silenzio, no, eh? viene meglio sbattendo le porte, aprendo tutti i cassetti, che ovviamente cigolano peggio delle scale della villettina di norman bates, sciogliendo lo zucchero nel thè distruggendo il bicchiere a forza di sbatterci il cucchiaino da una parte all'altra, aprendo tutti i rubinetti possibili, viene meglio, no? si, credo che venga meglio. riempie di più. si regge meglio fino alle cinque del pomeriggio.
e poi sveglia alle sei e trenta, via tutti a scuola fuori dalle balle, veloci, che devo lavare il padellame unto del grasso delle schifezze che avete mangiato stanotte, bleaahhh...
piove. dovrei andare a ricevimento da una prof, ma piove.
mi sa che vado a trovare giulio in concessionaria, ci vado almeno una volta a settimana, mi metto lì e guardo per un'oretta la phaeton, bella macchina, da guardare. e poi c'hanno il giornale, posso leggere il giornale gratis, lo mettono lì apposta per i clienti che aspettano. e io aspetto, e quando tocca a me parlare con giulio, cedo il posto, così posso leggere il giornale. e quando ho finito di leggere il giornale, mi siedo alla scrivania di giulio, lo saluto, e poi vado via.

posted by Umbe 10:01 AM *** |


{Friday, November 14, 2003}

 
"a umberto, una persona che non dimenticherò mai" ha scritto come dedica in un libro che mi ha regalato non più di un anno fa.
e invece pare proprio che si sia già dimenticata.

posted by Umbe 12:03 PM *** |


{Tuesday, November 11, 2003}

 
sono andato a prendermi la macchina. enrico non c'era, ma i due meccanici che mi hanno spiegato di nuovo la situazione si sono toccati le intimità, appena mi hanno visto. tanto per capire. e hanno fatto a gara a dirmi quanto sono sfigato, chè mai hanno visto una cosa del genere, e altre cose già sentite. il vecchio ha osato "ma non è che per caso l'hai mandata fuori giri?" ho sgranato gli occhi "chi, io? ma no, ma no!" con la faccia a dire ma stai scherzando, ma mi vedi, a me, mandare la mia tutù fuori giri, ma che dici..." poi per fortuna è intervenuto l'altro meccanico, quello sicuramente più bravo e intelligente, a dire che no non c'entra, lì c'era sicuramente un difetto di fabbricazione, alla lunga è venuto fuori a fare il patatrac. no, dico questo perche lì c'era anche il mio babbuccio, che pensa, a priori, che sia sempre colpa mia, qualsiasi cosa succeda alla macchina, che la uso male, la tratto peggio, e via dicendo. e poi, il fatto è che io un po' in colpa mi sentivo, se devo dire la verità, perchè quando sono rimasto a piedi, in effetti, i giri erano altucci. anzi, erano proprio alti. stavo tornando dal lavoro, ed ero incazzatissimo, non per lavoro, per altre cose, e il piedino è andato giù di cattiveria, prima seconda aggressivo semaforo prima seconda incazzato dosso seconda un vecchio prima seconda se ti avessi qui davanti ti spaccherei quel bel musetto che ti ritrovi un ruggito di nuovo semaforo prima seconda.... gra gra gra ehi, vecchia, dai, che fai, non mollarmi, ehi, ciccino... ehi... che è, non reggi più i settemila? fanculo. lo sapevo, anni fa me li reggevi, maledetta, prima di perdere per strada un po' di cavallucci, lo sentivo, che eri un po' fiacca, ma porca sozza, maledetta.... e invece, vedete? non è dipeso da me. hai capito, vecchio? torna a lavorare, cosa fai ancora qui a sproloquiare e a istillare il dubbio? andale, sciò, pussa via!

stasera comincio col lavoro nuovo, faccio il cane da guardia. mi sono preparato a ogni evenienza, ho speso un po' di soldini in un'armeria e in uno spaccio di roba militare. ho preso di tutto, dalle armi alla strumentazione necessaria, solo non avevano in magazzino il binocolo a infrarossi, vorrà dire che terrò le luci accese. ottimo comunque il rilevatore termico, per avere sempre esatta la collocazione del nemico, non si sa mai.
ah, mi sono dimenticato di dirlo oggi in riunione con gli operatori: ho letto la biografia di giuliani, l'ho letta tre volte

posted by Umbe 6:33 PM *** |


{Friday, November 07, 2003}

 
ok, ci siamo. più o meno.
dalla prossima settimana si cambia vita, a metà. più o meno. in termini di lavoro.
lavorerò tre giorni per la solita maggie, il fine settimana, abbiamo trovato un compromesso, e lavorerò tre giorni in una casa famiglia, anzi tre notti, col preciso compito di ramazzare di botte i negretti lì ospitati, appena aprono bocca o si muovono. mi devo procurare un bastone. puntuto. borchiato. spilloso. passerò tre giorni ad accumulare aggressività, e tre notti a scaricarla.
mi sembra buono.
ale p. è già lì che mi aspetta.

posted by Umbe 1:46 PM *** |


{Wednesday, November 05, 2003}

 
no, tanto per dire, a milano ha fatto Boots Of Spanish Leather, ha fatto Desolation Row, e ha fatto Mr. Tambourine Man!
forse bolzano era troppo fredda? forse l'acustica orrenda di quel palazzetto l'ha fatto propendere per un bel bum bum che copre tutto e nasconde tutto?
boh

e no, tanto per dire, ho avuto ancora problemi con la macchina, per la seconda volta ho pensato di dover buttare via tutto. la porto dal meccanico mio amico. mi chiama e mi dice vieni qui, che devo farti vedere una cosa. arrivo e mi dice hai mai pensato di farti benedire? in che senso? nel senso, dice, hai mai pensato di andare dal prete e farti dare una bella benedizione? cosa vuoi dire, dai, enrico, dimmi tutto. no, perchè tuo padre lo vedo sempre in chiesa, e te non ti vedo mai. si, ma cosa vuoi dire... voglio dire che sei sfigato, e anche parecchio. io una cosa del genere non l'ho mai vista, guarda qui, cosa vedi? boh, cosa vedo? non vedi niente? guarda qui, cosa c'è? si, vedo uno spaziettino tra i due pezzi... uno spaziettino? (e qui si incazza) qui l'albero a cam è tranciato, dovrebbe essere un pezzo unico, altro che spaziettino, e dovrebbe essere materiale pieno, qui c'è il materiale difettoso, chissà, solo sei sfigato, ma non poco, io non l'ho mai vista una cosa del genere. vai dal prete, và, fai qualcosa....

si, che ero sfigato, lo sapevo. lo pensavo. ma probabilmente lo pensiamo un po' tutti, di esserlo.
ma nel momento in cui diverse persone, e persone diverse, te lo dicono in vari momenti della tua vita, e per situazioni distanti una dall'altra, cominci a credere che forse....

posted by Umbe 5:43 PM *** |

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