non (non) andate (andate) mai (mai) a (a) venezia (venezia) a (a) baccari (baccari) con (con) dino (dino)! non dopo avere bevuto custoza che nel vostro posto di lavoro viene giù a cascate, a stomaco vuoto, non dopo avere bevuto cabernet da orazio, dove il cabernet piove copiosamente dalla spina, sempre a stomaco vuoto. i miei ricordi fino al giorno dopo diventano qualcosa di torbido. mi ricordo che salgo in macchina con dino, questo simpatico cuoco cinquantenne che io non mi ricordo mai di aver visto sobrio, verso le tre per andare a venezia poi ho un'immagine di me che vomito schifosamente nel cesso della mensa ferroviaria (chiusa) di monselice verso le quattro, cinque marocchini dormienti scavalcati per entrare nella cucina della mensa, poi basta.... mi sono svegliato in macchina verso le nove e mezzo di lunedi mattina, parcheggiati vicino alla stazione dei treni. facciamo colazione, un cerchio alla testa da paura, prendiamo il trenino e siamo a venezia. dino dice che ci vuole subito un tè freddo, come lo chiama lui, per far sparire il cerchio. mah, mi fido. non mi passa, e allora ci vuole un altro tè freddo. porca miseria, quanti tè freddi, non pensavo di arrivare a tanto, ma mica ci stavo dietro a lui. ero talmente rincoglionito e stordito da non vergognarmi delle sue volgarità urlate sfacciatamente, delle sue bestemmie dette con tanta innocenza, delle sue canzoni da osteria cantate con tanta serenità, dei suoi rutti vomitati ingenuamente in faccia alla gente che incrociavamo per strada.... che bellezza, però, una splendida e caldissima giornata di sole, due coglioni imbriaghi che barcollano per le calli con l'ombrello in mano perchè a padova pioveva e insomma non si sa mai meglio portarlo tre ore per trovare un ponte e attraversare il canal grande a andare alla stazione e continuavamo a passare negli stessi posti e il ponte non c'era mai e ovviamente negli stessi posti c'erano sempre i soliti baccari e mica potevamo esimerci dal salutare ogni volta che passavamo lì davanti, e allora entri e diventiamo amici nonchè soci sostenitori di quel baccaro e poi scopriamo che il canal grande non l'avevamo mai passato e non dovevamo quindi nemmeno ripassarlo ma tant'è ormai ci si era ficcata in testa l'idea che dovevamo andare di là e non so come poi a una certa ora la stazione l'abbiamo trovata
cri si era un po' incazzata perchè si doveva prendere lo spritz in centro a verona prima di cena e invece sono arrivato per l'ora di cena, ma poi è passato tutto, e pensavo di crollare sul piatto, e invece non sono crollato sul piatto, perchè sarebbe stato un peccato non mangiare quel gustosissimo stinco di maiale cotto nella birra e attorniato da patatine al forno con lo speck e patatine fritte andateci in quel ristorante bavarese se passate a verona perchè si mangia alla grande si spende una sega e insomma è caruccio solo non bevete nè vino nè acqua che sennò il gestore si incazza o nel migliore dei casi vi guarda con l'occhietto torvo bevete assolutamente solo birra poi esci di lì e arranchi col pancione pieno e lei vuole tanto andare nella birreria scozzese a rimembrare e pensavo che avrebbe dovuto portarmi a casa in braccio e invece no sono stato bravo anche dopo.
questa è in assoluto una delle più belle liriche del profeta, una delle mie preferite. ecco, potrei dedicartela. aveva già pensato a tutto lui, non c'è bisogno di cercare parole nuove
Nessuno sente alcun dolore stanotte come me che me ne sto sotto la pioggia tutti sanno che la bimba ha nuovi abiti ma ho appena visto i suoi nastri ed i suoi fiocchi cadere dai suoi riccioli
lei prende proprio come una donna, sì lei fa l'amore proprio come una donna, sì e soffre proprio come una donna ma piange come una ragazzina
Mary la regina è mia amica sì, credo che andrò di nuovo a trovarla nessuno deve indovinare che la bambina non riuscirà ad essere felice finchè finalmente vedrà che è come tutti gli altri con la sua nebbia, la sua anfetamina e le sue perle
lei prende proprio come una donna, sì lei fa l'amore proprio come una donna, sì e soffre proprio come una donna ma piange come una ragazzina
Stava piovendo fin dall'inizio ed io ero lì che morivo di sete così sono entrato e la tua antica maledizione ferisce ma quel che è peggio è questo dolore Non posso restare qui è chiaro che proprio non ci riesco
sì credo sia ora per noi di lasciarci quando ci riincontreremo e ci presenteranno come amici per piacere non far capire che mi conoscevi quando io ero affamato e quello era il tuo mondo
ah tu fingi proprio come una donna, sì tu fai l'amore proprio come una donna, sì poi soffri proprio come una donna ma piangi come una ragazzina
Nobody feels any pain Tonight as I stand inside the rain Ev'rybody knows That Baby's got new clothes But lately I see her ribbons and her bows Have fallen from her curls.
She takes just like a woman, yes, she does She makes love just like a woman, yes, she does And she aches just like a woman But she breaks just like a little girl.
Queen Mary, she's my friend Yes, I believe I'll go see her again Nobody has to guess that Baby can't be blessed Till she sees finally that she's like all the rest With her fog, her amphetamine and her pearls.
She takes just like a woman, yes, she does She makes love just like a woman, yes, she does And she aches just like a woman But she breaks just like a little girl.
It was raining from the first And I was dying there of thirst So I came in here And your long-time curse hurts But what's worse Is this pain in here I can't stay in here Ain't it clear that
I just can't fit Yes, I believe it's time for us to quit When we meet again Introduced as friends Please don't let on that you knew me when I was hungry and it was your world.
Ah, you fake just like a woman, yes, you do You make love just like a woman, yes, you do Then you ache just like a woman But you break just like a little girl.
stanno tornando i persiani, alla guida di serse CLXXXIV sono arrivati qui a padova. me lo dicono al telefono -sono la signora iranian loom, buongiorno. mi conosce? -come no, era sempre ospite al tappeto volante.. -siamo a padova, adesso -aiutooooooooooooooooooooo!!! non ho fatto niente giuro giuro
-bene in dante, un po' meno bene per il tasso, avrebbe potuto svilupparmi meglio il motivo encomiastico presente nel proemio.... -si, beh, adesso glielo posso dire, l'esame è finito, il fatto è che a me il tasso non mi piace proprio -e a chi è che piace! -(si ma allora vecchio babbione perchè me lo chiedi che ti si possano seccare tutti i peli della barba) intendevo dire che ci sono autori che ci piacciono di più e li facciamo nostri e allora magari riusciamo anche meglio nello studio e altri ma cosa sto qui a dirti dammi sto libretto che ho fame voglio andare a casa e ho sonno ma proprio prima di me dovevi interrompere e andare a pranzare -pensi che sti registri costano un patrimonio -machissenefr ah si? ah però! e perchè? -perchè sono leggibili col lettore ottico, sono fatti con delle sostanze speciali -(wow!) .... -e sono talmente utili che l'anno prossimo li eliminano! -ah... ma pensi... ok, grazie per la confidenza
fuori c'è un branco di esemplari di cicce ventenni che aspettano di entrare e ti assalgono (che bellezza, in altri contesti me lo sogno) con le solite domande idiote -com'è, com'è? -un bell'uomo, non vedete? ovviamente rido solo io -no, dai, com'è...
appello alle nove. mi sveglio alle otto. molto bene, una volta tanto, non sono un cazzone che mi sveglio tardi e poi mi tocca correre e arrivo lì già sudato e col fiatone. cri, amorevole sveglia delle mie mattine con impegno, mi chiama alle otto e cinque. -grazie, cri, si, sono sveglio, grazie non preoccuparti. -ma alzati, adesso, non stare a letto, eh! -si si, sono già in piedi, grazie. e invece sono ancora a letto e siccome c'ho altre sveglie puntate insomma penso che posso restare a rigirarmi nel lettone ancora dieci minuti. come avete già intuito, apro gli occhi e sono le otto e quarantasette. saluto la giornata con qualcosa che assomiglia a delle imprecazioni, metto su il caffè e intanto che anche lui sorge al nuovo giorno sboccheggiando rumorosamente mi lavo rapidamente (se quello si può chiamare lavarsi) mentre il piede sinistro infila il calzino al piede destro e per ricambiare il favore il piede destro fa altrettanto col sinistro, di pettinarsi non se ne parla, inforco la bici e via veloce veloce come non mai alle 9,06 sono all'appello, conto su un piccolo fisiologico ritardo del prof. e invece becco il premio nobel dello zelo, appello finito, ma ancora tutti lì per le solite procedure pre esame. entro, cicce ventenni dappertutto. mi giro a sx -scusa, ha già fatto l'appello? -...... (mi guarda con la faccia interrogativa) ok, mi giro a dx -scusa, ha già finito l'appello? -... ma... non era in programma, questo... non dovevo studiarlo.... (grrrrr.. le cicce ventenni!!!) -PRONTO PRONTO c'è qualcuno, toc toc! -prof, prof, chiedo venia, ci sono anch'io, piccolo ritardo -si, lei è? gli dico il mio nome - si, dunque, lei è presente, si, perchè la vedo... (ma che, sei stato contagiato anche tu, vecchio mio, da tutto questo acume qui presente? mah...) colazione caffè cicca arriva pippo andiamo a fare colazione si ok caffè cicca cicca cicca cicca ok vado a casa a fare qualcosa ciao ciao
Eh, si... La Vita ti dà un bacino e subito dopo ti rifila tre sberle Ti fa una carezza, tu stai timidamente per boffonchiare un “beh... grazie, vita” e TO’! ti arrivano tre vangate sulle orecchie Ti fa un complimento, ti tiri un po’ su, eeeee OPLAAA’! arrivano giulive tre picconate sul groppone Ti offre una caramella, rialzi un attimo il cranio, dimostrando di gradire, e ALE’! tre badilate ti frantumano i denti ... che bellezza
-ciao Vò -ciao Dì, come te la passi? -mah, insomma, non ci lamentiamo, e tu? -cosa vuoi, così. sempre in giro? -lo sai, è il nostro lavoro, mica possiamo tirarci indietro. a proposito, il capo mi ha detto di riferirti che siamo stati sollevati dal seguire quel pagliaccio che tu sai, quel buffone lì, lo dobbiamo mollare. -ma và? -si, ha stancato tutti, ha stancato anche lui. E così siamo stati scritturati per quest’opera, in cui noi recitiamo la parte di noi stessi e mandiamo affanculo l’attorucolo che interpreta il suo personaggio. -e perchè non lo mandiamo affanculo direttamente? -eh, lo so, gliel’ho detto anch’io, ma sai, lui non se la sente di essere diretto, gli pare di essere cattivo, vuole mediare la rottura. E così cerchiamo di farglielo capire attraverso questa piece -capisco.... mah! poverino, però! -ma poverino cosa! eh, voi donne, non c’avete polso. tu poi, Vò, dovresti dare l’esempio, porca miseria -si, lo so, però.... vabbè, come dici tu. quando mettiamo in scena 'sta opera?
-stasera, se ti va, alla festa dei Lake -ok -allora siamo d’accordo. -certo -ti offro un caffè? -ma si, dai, mi avanza una mezz’oretta -ok, allora, andiamo, dai
-come te le do? -(AAAAAARRRGGHHHHH!!!!) gialline
In vita mia ho preso in mano un microfono tre volte. La prima volta è stata al mio matrimonio, il prete mi ha messo davanti l’affare e io ho letto la formula di rito che più o meno diceva “si si, compro tutto, compro anche i debiti”. La seconda è stata un paio di anni fa, quanto telemontà mi ha intervistato per strada per chiedermi cosa ne pensavo del pensionato che fa attraversare la strada ai bambini all’uscita della scuola. La terza volta è stato in un negozio di strumenti, ne ho provato uno “prova pronto prova uno due tre prova”.
Il mio capo è di una generosità senza pari. Mi considero fortunato ad essere capitato lì.
Ottima la serata di ieri, ho visto amici alla festa dei lake che non vedevo dall'ottantanove, tipo duccio, o i due ale.... i ricordi sono sbiaditi, offuscati, annebbiati. Credo per via dell’aria rarefatta, essendo arrivati in alta montagna dopo una scarpinata di un’ora e quaranta minuti con zaino in spalla. Credo. Non ne sono sicuro. C’ho due occhi così e una gettata, in testa, altro che mattone. Anche la mia chitarra è stata soddisfatta, ma ha vissuto il tutto in uno stato di alterazione e di annullamento psichico, dovuto, credo, alla presenza del simpatico e cordiale signor Custoza. I miei amici Discernimento e Volontà sono stati lì dieci minuti, poi se ne sono andati. Abbiamo iniziato subito a poetare, con gli amici letterati, a guisa degli stilnovisti, in quanto a materiale, ma con la sapienza tecnico-stilistica di un petrarca, a detta di duccio, o con la raffinatezza di un frankestein junior, a detta di ale p. L'alloro però l'ha vinto ale l., girava soddisfatto col premio letterario in mano, un sacchetto di ottimo caffè non commerciale.
C’erano anche i cani e i porci, che però puzzavano un po’ meno del solito, devo dire la verità.
C’è stato anche il momento delle agnizioni, come in ogni opera che si rispetti. -ah, dunque sei tu la carogna puzzosa di cui sento parlare... -si, sono io.... e tu sei... ma si, tu suonavi il sax coi lake!!! Ah, finalmente ti conosco e così via, a questo modo, tra “baci abbracci e sputi (gli sputi sono miei)” e lacrime e salti e gioia e festa e di nuovo abbracci e girotondi e bestemmie e schiarimenti di voce e versi in rima e sudore e puzza e formaggio, chè il salame era finito e gian dormiva da un’ora sulla sedia...
mia madre - ma guarda un po’ se devo ancora portarvi il caffè a tavola.... ma non erano cambiate le condizioni della donna? Siamo buone solo per i mestieri di casa, eh? ale – noi siamo per la tradizione, vedrai che ritornerà il modello della donna sottomessa umbe – si, in effetti noi aneliamo a un ritorno alle tradizioni agresti, idealizziamo la società arcadico-pastorale, vagheggiamo un mondo di impronta bucolica, tendiamo a una dimensione georgica della famiglia, e della donna.... ale – e non ci facciamo nemmeno portare il caffè sotto il portico! umbe – si, e neanche alziamo le mani, per averlo. siatecene anzi un po’ riconoscenti
-papà, senti, ma se a tua figlia per la laurea hai regalato una macchina, a me, per un esame, regali una marmitta catalitica?
-ho di nuovo problemi con la macchina, e non c'ho soldi.... -ma, scusa, adesso io non so quanto valga, ma perchè non la dai via e te ne prendi una nuova? -cri, ma perchè non la dai via tu? poi magari riusciresti anche a regalarmela una macchina -hmm... ci penso. eventualmente, coi primi soldi, ti regalo una bella jaguar, di quelle che piacciono a te, una di quelle vecchie, anni '60, coi fanalini rotondi... -ecco, brava
And I hope that you die
And your death'll come soon
I will follow your casket
In the pale afternoon
And I'll watch while you're lowered
Down to your deathbed
And I'll stand o'er your grave
'Til I'm sure that you're dead
Verrà il tempo Quando i venti si fermeranno E la brezza cesserà di spirare. Come la quiete nel vento Prima che l'uragano cominci, l'ora in cui la nave arriverà in porto.
Ed i mari si divideranno E le navi si scontreranno E le sabbie sulla riva tremeranno. Poi la marea risuonerà E le onde scrosceranno Ed il mattino comincerà a sorgere.
I pesci rideranno Nuotando fuori dal loro corso Ed i gabbiani tutti sorrideranno E le rocce sulla sabbia Si ergeranno fiere, l'ora in cui la nave arriverà in porto.
E le parole che sono state usate Per confondere la nave Non saranno capite mentre verranno dette Perché le catene del mare Saranno spezzate nella notte E saranno sepolte nel profondo dell'oceano.
Una canzone si innalzerà Mentre la vela maestra scenderà E la barca scivolerà verso la spiaggia. Ed il sole rispetterà Ogni faccia sul ponte, l'ora in cui la nave arriverà in porto.
Poi le sabbie srotoleranno Un tappeto d'oro Perchè i vostri stanchi piedi possano toccarlo Ed i saggi della nave Ancora una volta vi ricorderanno Che il mondo intero sta guardando.
Oh i nemici si alzeranno Con il sonno ancora negli occhi E dai letti si scuoteranno e penseranno di stare sognando. Ma si pizzicheranno e grideranno E sapranno che è vero, l'ora in cui la nave arriverà in porto.
Allora alzeranno le mani Dicendo "faremo ciò che volete", ma noi dalla prua grideremo "i vostri giorni sono contati". E come il popolo del Faraone, saranno sommersi dalla marea, e come Golia saranno vinti.
b.d.
anomalia. quartine con schema ABBA CDDC anzichè con il più canonico, ma credo perfino obbligatorio, ABBA ABBA
Quando il pelago in tempesta la sorprende Riparo la barchetta cerca in porto Non così trovai io ‘n te conforto E buia or su me la notte scende
Passato è ormai gran tempo, allor beato Ma ancor ricordo le dure tue parole Sì ben, che ‘l cor tuttor mi duole Per questo mio crudele fato
Perchè? domando – perchè! imploro Quale fosse Ragion che a privarmi Ti spinse di Amor, sempre chiederò
Più lagrime non ho per piangere il tesoro Che non riusciro a conquistare le mie armi Ma chiedo ancora, finchè un respiro avrò
oggi mi ha chiamato francesca. e, devo essere sincero, mi ha fatto piacere
matrimonio di giulio
anche piter, adesso, canta il suo amore in portoghese. deve essere stato s.antonio che ha aperto una strada da lisbona a padova bravo s.antonio. e bravo piter
mi fermo tutti i giorni dal solito tabaccaio a prendere le sigarette, sulla strada per il lavoro. c'è un nonno simpatico, dietro al banco, che se anche ci mette dieci minuti per contare i soldi e darmi il resto, mi rimane simpatico. oggi ero in ritardo, e dietro al banco ci trovo una superciccia, bella, miseria se era bella. il nonno sta per andarsene e lei lo saluta appunto con un ciao nonno. porca miseria, dunque c'è il cambio della guardia, a una certa ora. credo che da oggi partirò tutti i giorni in ritardo. -due merit, per favore dovevate sentire con quale grazia, con quale sensualità, con che occhi mi ha chiesto -le vuoi gialline o azzurrine? porca sozza... -gialline, gialline
che casino che c'ho in testa. vorrei fare un salto in avanti di dieci giorni, o indietro di dieci anni posted by Umbe2:32 PM *** |
mi sentivo così' leggero che stavo quasi per prendere le scale, per salire a casa mia dal garage sotterraneo, e sono tre piani, eh! ma poi la leggerezza dell'animo ha dovuto fare i conti con la non altrettanta leggerezza del corpo. ha vinto l'ascensore, contro le scale. ma sono comunque entrato in casa saltellando. sarà stato il vino? anche. ma certe sere tanto può un amico, che prende il livello della tua autostima, che già stava scendendo giù giù dallo scarico del cesso attraverso le vie fognarie se ne correva lesto lesto verso la casa del signor Candeo, e riesce a tirarlo un pò su, a riportarlo a un livello accettabile. un amico, la serata giusta, un pò di fu uva.
ieri il principe mi ha detto che è stato fast ad invitare cani e porci alla festa di venerdi prossimo, e ce l'avevo un pò con lui. oggi non ce l'ho più con lui. siano benvenuti anche i cani e i porci. pagheranno qualcosa per stare lì, però.
cri oggi mi ha detto "getto la spugna, con te". adesso all'altare sacrificale si immola una vittima diversa.
quando me ne torno a casa all'ora di pranzo e vedo il mio amicone diego in gran cazzeggio davanti al bar e lo raggiungo; quando il mio amicone diego mi chiama al telefono e mi dice dai scendi che tanto non stai facendo niente ti aspetto al bar; succede sempre lo stesso. poi se c'è anche l'amico volpe allora succede lo stesso ma tre volte peggio, perchè un giro lo faccio io, poi passa un po' e un giro lo fa lui, poi sei a posto ma il terzo può non fare un giro? e poi per attraversare la strada e salire a casa devo mettermi in ginocchio e strisciare fino a qui
-buongiorno, professore -buongiorno. mi dica -dunque, io sono vecchio -beh, anch'io, ma credo che lei intenda di iscrizione all'università -beh, tutte e due le cose, ma forse a lei interessa poco che io sia vecchio e mi senta vecchio, ma tutto questo per dirle che io ho fatto lo scritto parecchio tempo fa, e volevo sapere se è ancora valido -quanto tempo fa? -eh, tanto.... mi vergogno anche a dirlo -su, avanti, quando, novantotto? noventasette? -hmmm... novantaquattro, credo... -ah, ma qui si tratta di archeologia! -... si, c'è da tirare via un po' di polvere dagli archivi... -andiamo a controllare... dunque... lei come si chiama... novantaquattro... ecco qui. hmmm, qui c'è un diciotto con quattro meno -ah! sapevo del diciotto, ma dei quattro meno no, non me l'aveva detto nessuno -comunque si, l'esame scritto è valido, non lo deve rifare. (-yuhuuuu)
Oggi ho avuto una di quelle esperienze che ti segnano la vita, in senso traumatico. Sono stato in un centro commerciale, alle undici di un sabato mattina, in mezzo a quella bolgia di dannati e a quel girone di iracondi che è il popolo dei centri commerciali del sabato mattina. Una esperienza che non auguro neanche a un cane. E tutto per un nientino....
(il nientino per il quale mi si fa pressione da anni sarebbe un niente con un po' di metallo intorno. e il metallo intorno sarebbe ovviamente platino, oppure oro, bianco o giallo indifferentemente, o, nell'eventualità più proletaria, "potrebbe andar bene anche argento", se proprio proprio non ce la fai....) ho resistito per tre anni, oggi sono caduto.
non aveva tutti i torti, catullo, quando qualche giorno fa ha messo in guardia tito livio, dai falsi idoli, dai miti effimeri, dal niente in potenza che in atto rimane sempre niente, assolutamente niente.
buon compleanno, cri.
in quanto a te, c'hai una cassa da morto, nel nome
ehi faccia da culo, invii per sbaglio a me messaggini ambigui che sono indirizzati a qualcun altro, e poi mi spegni il telefono? ti spacco il cranio, ti spacco
e dite, e se Florence Nightingale fosse stata un po' zoccola? ma si, un pochino...
giornata di lutto oggi dal veterinario. arrivo e vedo la famigliola con gli occhi rossi, le due figlie piangono copiosamente. dalla porta dell'ambulatorio esce il prete con la stola viola l'aspersorio gli oli e il libretto delle istruzioni con la copertina nera di cuoio, séguito di chierichetti e ghirlande, librone della firme. mi pareva giusto partecipare del lutto, così sono andato in macchina a prendere l'impermeabile beige e gli occhiali da sole alla Venditti, ho tirato su il bavero che fa tanto funerale e me ne sono stato in silenzio, a sentire le parole accorate di chi gli voleva bene -stava tanto male, ma pensi che anche stanotte lui ha chiamato, per uscire a fare i bisognini, come faceva tutte le notti... -ma pensi.....
mi hanno chiesto di reggere il moccolo. ho declinato, che altro dovevo fare?
l'arcangelo michele mi è apparso in sogno e mi ha detto che ne ha le palle piene, di tutto. poi si è messo a parlar male dell'arcangelo gabriele, che è il cocco di mamma. gli ho detto che se mi appare in sogno mi aspetto un qualcosina di più da lui, che non sono un suo amico e neanche il suo analista, che devo ascoltare i suoi sfoghi. mi ha scroccato una cicca ed è sparito.
gli amici sono amici finchè sono amici. poi quando non sono più amici, non sono più amici. è giusto saperlo.
regalo una inutile bici nera da transessuale al primo che se la viene a prendere, mi occupa spazio prezioso nel garage.
Il fatto è che mia madre non mi sveglia più portandomi il caffè a letto. io penso che potrebbe anche farsi sto chilometro in vestaglia e portarmelo. Ma lei evidentemente no, non lo pensa. E cosi ci si sveglia a mezzogiorno l’una e poi certo che la notte alle quattro c’hai gli occhi sbarrati e non c’hai sonno e due ore di musica non te lo fanno venire e dici adesso mi alzo e scrivo quattro stupidaggini.
Ascolto il solito cd dei lake, tanto per cambiare, e trovo che l’amico enea, quando riadatta le canzoni non sue, le addolcisce, le mitiga, ci mette un finale più morbido rispetto all’originale, ci mette un filino di speranza, di ottimismo, una visione meno cupa di quella di cohen e di dylan. Un paio di post addietro, dicevo che la prima ballerina che non ballava e che enea dice che un giorno chissà secondo me invece avrebbe fatto bene a mettersela via, a rassegnarsi al fatto che non avrebbe mai ballato. Beh, che soddisfazione trovarmi sulla stessa linea nera di cohen. Cerco il testo originale, e trovo che quella ballerina non può ballare “to anything”, che, se il mio inglese non è proprio cosi pessimo, vuol dire che non balla manco per il cazzo, nè adesso nè mai. E così in “rocco”. Ladro di bestiame, viene preso e condannato a farsi un po’ di galera. La moglie galoppa galoppa galoppa tutta la notte, offre al giudice oro e tante altre belle cosette, ma il giudice le dice siediti bevi qualcosa e che ne dici di pagare tu il debito di tuo marito e lei dice ok e così i due sposi se ne ritornano a lavorare i loro bei campi ma qualcosa è cambiato. E vorrei anche vedere. E invece nella versione di dylan reilly è condananto alla forca, per cominciare. la figlia di reilly galoppa galoppa galoppa offre al giudice oro a tante altre belle cosette il giudice le dice no bella cocca io slurp slurp vorrei tanto te slurp slurp reilly comincia a bestemmiare ma la figlia è decisa e gliela da ma poi all’alba si alza si stiracchia si fa un caffe esce e vede il corpo di suo padre che penzola dal patibolo, chè quel figlio di zoccola del giudice non aveva aperto bocca e lì il menestrello che ci racconta la storia inizia a inanellare una sfilza di maledizioni che presupponiamo essere anche della figlia, sette maledizioni, una più caruccia dell’altra, sette maledizioni, seven curses, titolo della canzone.
Ieri sera in programma c’era un concertino jazz al banale con l’avvocato, roberto e pietro, un amico dell’avvocato. Ci si ritrova a casa dell’avvocato, si parte, ma la batteria della sua macchina è andata, così ci sarebbe da fare ponte con i cavi e rimetterla in moto. Questione di cinque minuti. cinque minuti per trovare la leva che apre il cofano anteriore. (qui mi tiro fuori, stavo facendo altro). Venti minuti a cercare la batteria sotto il cofano, telefonata all’amico che c’ha anche lui una bmw e scopriamo che la batteria è alloggiata dietro, nel bagagliaio. cinque minuti per individuarla. Quaranta minuti per cercare di estrarre il coperchio del vano che la ospita, stiamo per spaccargli tutto quando finalmente salta fuori il libretto disperso delle istruzioni e scopriamo che c’è un bottoncino da premere sul lato, clic, e il coperchio salta via. Il tutto al buio, perchè ovviamente la pila che aveva in auto si è scaricata dopo tre nanosecondi. Dieci minuti per collegamento cavi e scoperta che la batteria è andata del tutto e non parte nemmeno coi cavi. quindici minuti per riuscire a tirare via la batteria dal suo alloggiamento. Un’ora e mezza per un lavoro di sette minuti Bestemmie in coro polifonico a cappella alla bmw, che deve mettere la batteria dove non la mette nessuno
che meraviglia di giornata... svegliarsi, di lunedi, e trovare una giornata fresca, cielo coperto, nuvole di cento tipi diversi, pioggerellina insignificante a metà mattina, che bellezza.... sono quelle cose che ti mettono di buon umore, che vanno godute, un caffè in un bar lettura del giornale al tavolino all'aperto cicca uhuuuuu non vedo l'ora di fare il pensionato e farlo tutti i giorni. mi pareva proprio di essere in scozia, che nostalgia, sms, cri, qui il tempo oggi è cosi, cielo molto scottish, direi quasi caledonian, ma forse anche un po' culloden, nonche nairm con una puntina di lossiemouth.... che bei giorni abbiamo passato lì. sms risposta "l'ho pensato anch'io stamattina". se avessi una pecorella in casa la situazione sarebbe perfetta micia, mi aiuti nella mia ricostruzione, potresti farmi behee behee, per favore? dai, dopo ti do un croccantino al coniglio
bettiat mi chiede se quest'anno mi va di andarci con lui, al concerto di dylan, o ci devo andare sempre con una ciccia, ogni anno diversa? bettiat, vediamo, se nessuna risponde al mio invito, ti chiamo. anche perchè vedo che come tattica non funziona, o forse è il profeta che comincia a perdere colpi?