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{Wednesday, June 25, 2003}

 
Mi chiama mio padre, mi dice che sono tornati dalla montagna, stanno giù un giorno o due. Ok, allora vengo a casa, dico io, intendendo ok, allora ci troviamo a cena. E invece arrivo e loro hanno già mangiato. Vabbè, scrocco qualcosa qui, mica torna a casa mia a stomaco vuoto. Dice mia mamma:
-cos’è, non hai niente tu in frigo?
-eh già, e cos’avrei mangiato secondo te io in questi giorni? Dico, anche un po’ offeso.
Torno a casa e decido proprio di aprirlo, sto frigo, vediamo cosa c’è
C’è, in ordine sparso:
1 sottiletta
1 cubetto di burro che saranno si e no 15 grammi
1 vaso di marmellata
1 bottiglia di fragolino
1 bottiglia di vino rosso “la mora”
1 bottiglia di vino rosso “ca’ zen”
1 bottiglia di limoncello
1 bottiglia di vodka al melone
1 bottiglia da 33 cl. di birra, guinness
6 pocket coffee
1 vasetto di salsa piccante taco

in effetti.... aveva ragione mia mamma

posted by Umbe 4:06 PM *** |


{Monday, June 23, 2003}

 
sta arrivando un temporalone, uno di quelli rigeneratori, che portano un po' di aria fresca e pulita. spengo il condizionatore, apro le finestre.
complice il vento, arriva chiara e forte la voce di Baglioni, si sta schiarendo l'ugola qui vicino, stasera, allo stadio, a due metri e ventisette centimetri da casa mia. con tutto il rispetto, chiudo le finestre e riaccendo il condizionatore.

posted by Umbe 11:06 PM *** |
 
o voi, donne russe, si, dico a voi, voi che vivete nella città del peccato, dove tutto è lecito, si, avete capito, voi, voi e quella pazza della vostra amica, siete ufficialmente invitate al super barbecue di lunedi prossimo. Vedrete che qualcosa lo troviamo anche per lei, caso disperato, portate pazienza, cosa volete che vi dica...

-ciao, cri, ti saluto, vado a vedere cosa mi dicono della macchina, se me la danno e quanti soldi mi spelacchiano. Ti diro', ho un po’ di timore....
-ok. Morituri te saluta
-eh? Cosa?
-morituri te saluta! non lo sai, a Roma diciamo cosi', quando
-lo so quando si dice! Pero', che simpaticoni. Ma tanto, a ’sto punto, alea jacta est!
-già
-ma come, sai anche il latino? Ah, già, ai tuoi tempi lo studiavate anche alle elementari..
-scemo! è che le suore finchè hanno potuto ce l’hanno fatto studiare, anche al linguistico
-ma almeno sai chi l’ha detto?
-no
-si che lo sai, dai. l’ha detto ce...l’ha detto ce... cesa....
-cesare!
-esatto. E sai quando l’ha detto?
-no
-quando ha attraversato il ru... il ru... dai, il rubi.... il rubico....
-IL RUBICONDO!
-......eeeeesaaatto! il rubicondo!
(Due cretini.)

posted by Umbe 7:20 PM *** |


{Sunday, June 22, 2003}

 
Domenica. Stamattina sono andato a vedere gino e sergio, impegnati in una gara di voga alla veneta con gli “amissi del piovego”. Hanno vinto. Si si! Hanno vinto un libro sulle mura di padova. La gara no, purtroppo. Sergio se lo meritava, ma con gino-palla-al-piede era obiettivamente difficile, è arrivato al traguardo steso giù lungo sulla barca, chissà da quanto stava cosi', vedevi sergio in piedi a vogare e poi sulla parte anteriore della “mascareta” un fagotto di roba, che ha preso vita quando era ora di scendere sulla terraferma a ristorarsi.
mah...
-sai, gino, quelle due chiappe li' mi dicono qualcosa.....
-ah si? Dicono qualcosa anche a quell’uomo li', suo padre, il presidente
-ah...... (uomo a mezzo metro)

Amici, siete tutti invitati al super mega barbecue di lunedi 30 giugno, sarà un evento memorabile.
Per info, scrivetemi, vi faro' sapere dove.
Conditio sine qua non, ogni masculo deve portare due amiche, non legate a lui sentimentalmente, simpatiche e fisicamente almeno decenti. O, nell’impossibilità, puo' bastare una, ma in questo caso deve essere una super ciccia, simpatica, di compagnia, sciolta e spigliata. In tutti i sensi. Valutero' io stesso la merce e decidero' se concedere o meno il permesso di entrata.
Sergio, si, come no, certo che possono venire anche le tue colleghe rumene in visita in italia hanno-il-moroso-si-chissenefrega-sono-lontani-mille-chilometri, sono le benvenute.

posted by Umbe 1:42 PM *** |


{Saturday, June 21, 2003}

 
domani, se mi ricordo, smetto di fumare

posted by Umbe 1:28 AM *** |


{Friday, June 20, 2003}

 
nonostante tutto, ho passato lo scritto di portoghese!
sembra che stia arrivando il disgelo, che si stia abbassando la cortina di ferro.
quasi quasi vado a ricevimento e le porto un mazzolino di fiori di campo


Partimos de noite, num dia de Abril. Já era tarde, quase meia-noite. Esperavam-nos dez horas de viagem, de carro, tería guiado toda a noite. Mas não me pesava, eu estava muito contente por fazer essa viagem com ela. Além disso, terìamos encontrado, ao chegar-mos, os nossos amigos, partidos no dia antes.
Esperavam-me umas boas férias, estava excitado. Hà meses saìa com aquela minha amiga; contudo, com o passar do tempo, o meu sentimento por ela tinha mudado, eu provava algo mais forte, mais perturbânte.
A viagem foi boa, agradavel. Partimos tarde, dado que ela estava muito ocupada, naquele dia. O que era importânte, era chegar-mos ao destino pelas oito do dia seguinte.
Não tería dormido em qualquer caso, naquela noite. Eu tinha uns sentimentos e emoçoes que não sentía há muito tempo - demasiado, provávelmente. Tinha carregado aquele fim de semana de expectativas demasiado grandes, e esse foi precisamente o meu próprio erro.
Diante um êxito infeliz, esse êxito tería-se revelado ainda mais pesado para aguentar.
Divertimo-nos, passamos uns belos momentos juntos, mas vivemos aquela experiência com sentimentos diferentes. Eu esperava com ansiedade que chegasse a última noite daquelas breves férias; na tenda de campismo, não teríamos dormido, aquela noite. Em qualquer caso, algo sería acontecido.
E algo aconteceu. Foi a chuva. Chuva inesperada e indesejada. Chuva inimiga. Veio quebrar o encanto, veio trazer a distância entre nos, veio levar ela, e, com ela, o sentido inteiro daqueles dias.
O vinho não tinha sido bebido, os nossos amigos já estavam dormindo, a noite já esvaziada de qualquer prazer que pudesse distrarí-me daquele malogro.
Dormi sozinho. No dia seguinte, ela veio despertar-me cedo. Agredi-a de instinto, despertando me, foi mau. Esforcei-me, durante o dia, ser sereno e amavel com ela, para que a viagem de volta não fosse demasiado desagradavel, no carro, so com ela. Oitocentos quilometros eram muitos. Consegui, mas algo tinha sido lavado para sempre por aquela chuva, e não seria voltado mais. Não a chamei mais. Vê-la, encontra-la, falar com ela tería renovado a minha frustraçao, a minha dor.

posted by Umbe 9:41 AM *** |


{Wednesday, June 18, 2003}

 
Driin
-ciao, bestia!
-ehilà, ciao mamma! Allora, come va li' in montagna?
-sei una bestia. Volevo ringraziarti per la tua bontà, per la tua gentilezza, la disponibilità, il buonumore che porti sempre a casa...
-si, ho capito, io, ma anche voi....
-credi che non stia male quando ti alzi da tavola e te ne vai in quella maniera?
-e tu credi che a me non dispiaccia lasciare il pranzo a metà ogni volta che vengo li'?
-ti sembra il modo di trattare tuo padre? Non hai visto che era distrutto, tutto il giorno a correre?
-è tutta colpa di Ale! come al solito.
-a proposito, sai come sta tuo fratello?
-perchè, come dovrebbe stare?
-non mi hai sentito ieri quando ti ho detto che stava male?
-boh, non mi pare... ah no, aspetta, si, beh, pero' avevo capito che non aveva niente di serio... comunque no, non l’ho sentito.
-vuoi salutare tuo padre?
-no, non importa, grazie. Salutamelo tu.
-puoi venire a trovarci, quando vuoi. Anche se sei una bestia, ti vogliamo bene lo stesso. Ma quand’è che crescerai, che ti comporterai come un uomo?
-vabbè. Grazie per la telefonata, statemi bene ci sentiamo

sssstt! Non ditelo a nessuno, roberto non vuole che si sappia che me l’ha detto lui.
-posso dirti una parola?
-certo, come no
-senti, stavo parlando con la lettrice, si lamentava del fatto che c’è qualcuno al suo corso che sembra ce l’abbia con lei, e non vorrebbe che poi ci fossero dei malintesi, che si pensasse che questo astio si riflettesse poi all’esame....
-che qualcuno ce l’abbia con lei?
-si. Io ti consiglio di parlarle, e magari scusarti. Dille che non ce l’hai con lei, che si è trattato di un equivoco, che eri nervoso, ma dille qualcosa. E ricordati di dimostrarle rispetto, che comunque nel rapporto tra te e lei sei tu che stai sotto. E io non ti ho detto niente, mi raccomando
-dici?
-si. Puoi andare a parlarci adesso, è ancora in aula
-beh, magari domani, eh? Comunque, grazie, fatto bene a dirmelo


Ricordate l’avvocato del sindacato, infiltrato a portoghese? E' un bravo ragazzo, simpatico, persona davvero amabile e gradevolissima. Ma una forma mentis che ormai è andata, è deviata. Vede in tutti i rapporti di lavoro una situazione conflittuale. Ogni tre frasi ci mette in mezzo un “gli facciamo causa!”.
-tra luglio e agosto sono a lisbona, dai, venite anche voi, ci divertiamo
-che bellezza.... quando parti?
-il 17 luglio
-caspita... pensa che avrei potuto essere li' proprio in quei giorni per il matrimonio di un mio amico..
-perfetto, allora è andata!
-non posso, purtroppo, il lavoro...
-cos’è, non ti danno le ferie? Gli facciamo causa!
-ma no, che discorsi... c’è lavoro, in quel periodo, sembra.
-avrai diritto alle ferie! Oppure ti metti in malattia
-ma si, come no! e poi non ci crederebbe mai...
-se ti licenzia, gli facciamo causa
-ma chi mi licenzia, ma dai....
-sei in regola?
-si
-allora non c’è problema, gli facciamo causa!

Non c’era acqua nel radiatore della mia macchina, motivo per cui il motore ha pensato bene di passare a miglior vita, fondendo qualcosina che adesso non saprei dire cosa. Il meccanico mi ha fatto vedere dei tubi, li ha chiamati pistoloni, mi sembra.. no, pistoni, pistoni. Guardandomi con la faccia tra lo schifo e il compatimento mi ha mostrato come li ho ridotti. Io all’acqua nel radiatore non ci ho mai pensato. Pero' ripensandoci dovevo saperlo, quattro anni fa il mio babbo prima di un lungo viaggio in macchina mi aveva chiesto se era tutto a posto olio-freni-acqua. Si, anche l’acqua. Poi io l’acqua non ce l’ho piu messa. Pero' è vero che ogni tanto facevo controllare la macchina, probabilmente qualcuno ce l’avrà messa, qualche volta. La temperatura è salita. Non potevo accorgermene, perchè la spia della temperatura mi ha abbandonato anni fa. Non ci ho mai dato importanza. Mio padre mi ha detto qualche giorno fa:
-quante spie ci sono nel cruscotto?
-non saprei, fammici pensare... tre? Quattro?
-perchè pensi che le mettano?
-dai, non trattarmi come un idiota...
-c’è forse anche quella della temperatura?
-si....
-allora, ci sarà un motivo, no? Avrà la sua importanza! O no?
-miseria, non ci avevo pensato...
Tutto questo per dire che oggi ho chiamato il meccanico, per avere notizie. Mi dice:
-non ti funzionava nemmeno la spia dell’olio, lo sapevi?
-non mi dire... (porca miseria sozzona). Ma no, dai, non credo....
-e invece si, non funzionava nemmeno quella!
-ops... pero' l’olio ce l’ho sempre messo, giuro!

non credo che avro' il coraggio di andare a prendere la mia tutù e farmi vedere ancora in faccia da quell’uomo. Mandero' qualcuno. Magari lo chiedo a gino. Lui ha una faccia cosi' buona e gentile che sembra fatta apposta per farsi insultare, per farsi prendere in giro.

Scherzo, genoma.... eh eh

posted by Umbe 3:44 PM *** |


{Tuesday, June 17, 2003}

 
"ciao, puzzone, declino l'invito xkè sono esausto come un pornoattore sfruttato e sottopagato. goditi i bigoli e gli abba(ttilanoia) c(on) le immancabili fighe. notte. f." (gino)

posted by Umbe 3:25 PM *** |


{Sunday, June 15, 2003}

 
Grazie, ale, per il contributo.

concerto blues al biker’s, con gino, dopo il lavoro. Ritrovo, come dice il nome, dei centauri di città e provincia. C’è un tipo che sembra la caricatura di un personaggio di Verdone, quello che nel film “un sacco bello” torna dalla germania per le elezioni in una alfa-sud con sedili muccati (...), che gli rubano tutto e lui non dice una parola per tutto il film. Sui trentatre, trentacinque, gilet in pelle, capello lungo, occhiali alla bono, pantaloni fasciati, stivali a punta in pelle di coccodrillo, custom a portata di vista. Se ne sta in disparte, da solo, e si mangia una coppa del nonno, ciucciando per benino il cucchiaino. Ogni tanto si avvicina a qualcuno, vorrebbe scambiare due parole, nessuno lo degna, con disinvoltura cambia gruppetto, ma la storia è sempre quella. Se ne va solo alla chiusura del locale, nessuno lo saluta, lui ammira compiaciuto la sua stupenda moto, ci sale su e se ne va.
Poi c’è lo sfigato anche lui sui trentacinque portati malissimo, cavallo dei pantaloni livello ginocchia, continua a sistemarsi le mutande o a grattarsi il deretano non saprei con la mano destra, appena prima di sistemarsi le mutande o grattarsi gli zebedei non saprei con la mano sinistra, con movimenti secchi e regolari. Faccia compiaciuta, di quelli che hanno tutto sotto controllo, un dubbio neanche a cinque anni, continua a rivolgersi al batterista compiaciuto di parlare col batterista. Il batterista deve scappare via, alle tre deve essere in sala di incisione, e se ne lamenta. Incidono ‘stanotte. Intenditore di musica (“struttura sempre regolare, eh, stasera, sempre dodici battute!”) dice “dai, ti accompagno, chiamo a casa avverto che sto fuori stanotte”, con l’aria del tranquillo, che ci sono io.
(“avvertirà la moglie o i genitori che avranno settant’anni e che staranno dormendo da cinque ore e che a sentire il telefono a quest’ora gli verrà un colpo al cuore?” “i genitori, i genitori!”)
si avvia verso la cabina telefonica. (si, i genitori)
-si, ma io non posso chiamare mio papà che ha settantre anni alle due e mezza di notte! a quello gli viene un colpo!
… Incredibile.
Poi c’è la coppia. Arrivano con due birre. Lei (caruccia) si fa fuori la pinta che lui ancora deve cominciare a bere.
-che dici, gino? Io dico che lei c’ha voglia stasera e lui è un impedito. Guarda le birre!
Lei la finisce e il tipo gliene porta un’altra. Momento di silenzio, arriva la sua voce “io dico che è una questione di soldi”
-nooooo, no, amico, questo proprio non dovevi dirlo, mai parlare di soldi. Mi spiace, ti sei fregato la serata.
In effetti, lei, sconsolata, prima protesa verso di lui, gomiti sul tavolo, si lascia andare sulla sedia, accavalla le gambe, e tanti saluti.
-vedi gino, ci sono cose che mi fanno sentire bene, come vedere che ci sono persone che sono messe peggio di me.
Bravi, i musicisti, ottima l’atmosfera che creano.
Nel ritorno, c’è tempo per un abbordaggio. (lei in macchina, io in scooter, gino in bici, al traino)
-è una ciccia?
-si
-sicuro?
-ma si!
-quanti anni?
-trantacinque
-ottimo. Età perfetta, esperienza, passione e durata! Dai che la prendiamo!
Al semaforo, la signora cinquantenne ci guarda dal finestrino
-scusi, signora, per prima, ero distratto (porca puttana, gino, trentacinque, eh?)
-fa niente, non importa…
-è colpa sua (indico gino)
-sua?
-si, guardi che faccia che ha… ci scusi ancora…

-mi sa che ci stava, sorrideva
-capirai, alla sua età vedersi abbordata e desiderata…
-comunque, abbiamo scoperto dov’è che potremmo avere un certo successo
-certo, al geriatrico andiamo forti

adesso vado a letto, alle otto e mezza devo essere anch’io in sala di incisione
(che dici, gino, fa scena, eh?)

posted by Umbe 4:09 AM *** |


{Saturday, June 14, 2003}

 
-da quanto tempo, figliolo
-ehmm... da tanto
-e perchè?
-perchè adesso ho un blog!

qui c'è gente che scrive, poi cancella, poi riscrive, poi si pente, poi riprende, poi cambia...
ma io salvo tutto, tengo tutto buono, un giorno la cosa mi tornerà utile e potro' ricattare le persone! sono a conoscenza di nomi luoghi tempi e fatti.
eh eh

Giornata molto calda. Arrivo al lavoro già sudato. C’è un signore, di una certa età, che mi guarda e mi dice
-fifififinchè nonononononon vevevevedo le rorororondidinenelllllele pepepepeper teteterra pepepepeper il cacaca cacacalore, vuvuvuvuvuol dididire chechecheche nonononononon fafafafafa cacacacaca cacacacaldo
intanto che mi regala questa massima, scende quella leggera brezzolina frescuccia che cala nella notte, la temperatura si è abbassata di almeno otto gradi, ho finito il mio turno di lavoro, e non me la sento più di contraddirlo.

-vieni qui
-che c’è, capo?
-la mozzarella costa troppo
-e a me lo dici, mica te la vendo io
-non ce la faccio neanche a pagare te e la legna
-volevi dirmi che ne devo mettere di meno? No, perché se ne devo mettere ancora di meno, tanto vale che non la compri
-mi sa che mi conviene chiudere il forno
-fammi un piacere, se lo fai, fallo almeno prima che finisca l’estate…

-cosa vuol dire che sua sorella costa troppo, che c’entra sua sorella?
-sua sorella? chi ha menzionato sua sorella?
-tu. hai detto che lui ha detto: mia sorella costa troppo
-la mozzarella, cri, la mozzarella, non “mia sorella”
-ah, ecco, per questo non capivo…

nessuna notizia della mia macchina

posted by Umbe 3:40 AM *** |


{Wednesday, June 11, 2003}

 
Bella serata, ieri. Concerto dei lake district, passo a prendere insalata-di-mare-scopa-di-saggina-prosciutto-andato-a-male, che sembra non avere una gran serata, che messa insieme alla mia, vien voglia di buttarsi insieme nel fiume con cappio al collo piedi in blocco di cemento e canna di lupara in bocca.
-perché non è venuta anche krusty?
-era stanca. e poi lasciala stare, krusty, che c’ha il moroso. ci sono io, non ti basto?
-no. tu non mi basti. e poi, fanculo anche krusty, chi sarà mai? (rifacimento in chiave sentimentale della favoletta della volpe e dell’uva)
Poi, sarà stato l’ottimo concerto, o la birra, o il bicchiere di vino, o la chiacchierata con enea, o la luna, o la temperatura che con l’avanzare delle ore passa da 56,2 gradi a 49,8 e sembra quasi che si stia bene, insomma la situazione si è raddrizzata, e ho potuto financo baciare l’ascia di insalata-di-mare
-puzza?
-fammi sentire… no, non puzza. Anzi…

-quanto bene mi vuoi?
-dai, cicci, che palle con ‘sti giochini, pare che hai 16 anni
-no, dai, dimmelo, quanto bene mi vuoi?
-..uff…. tanto.
-no, me lo devi dire: quanto?
-tanto. Più di quanto ti meriti…. (eh eh…)
-e quanto sarebbe?
-sarebbe che è inversamente proporzionale alla tua gelosia, che sai quanto mi infastidiscono le tue scenate sempre inopportune
-ma io sono gelosa!
-appunto!
-e dunque me ne vuoi tanto
-chissà cos’hai capito tu. Ho detto inversamente proporzionale, non direttamente proporzionale
-ah già…. e dunque?
-e dunque vedi un po’ tu, fai due conti….
-no, dai, da uno a dieci..
-….hmmm… otto!
-solo otto?
-è poco? Vabbè, dai, facciamo dieci
-e a Maria (nome inventato), quanto gliene vuoi?
-sei
-così tanto?
-si, così tanto!
-e a Lucia (nome inventato)?
-cinque
-ma se ci esci sempre insieme!
-si, ma non le voglio bene
-tu non me la racconti giusta… e a Monica (nome inventato)?
-sei. A proposito, domani esco con lei, compie gli anni e vuole passare la serata con me, è una palla, ma non potevo dirle di no, è una questione di educazione, sai…
-ecco, lo sapevo, io non ti vedo da due mesi, e tu passi la serata con questa e vuoi farmi credere che non te ne frega niente, e poi se vuole festeggiare il compleanno con te, non credi che voglia dire qualcosa?
-ma no, dai, che vuol dire….e comunque sono due settimane che non ci vediamo, e sai bene che non ho la macchina. E poi, vedi, mi sta venendo già l’ansia, ma vedi te se devo stare qui a giustificarmi con te
-ma io sono gelosa perché ti voglio bene, tu invece non me ne vuoi, perchè non sei geloso. Sei geloso, tu? Se ti dicessi che domani sera esco con l’architetto, che diresti?
-divertiti. Ti direi:divertiti. Lo sai che puoi uscire con chi vuoi, per quanto mi riguarda
-ah si? È così? Va bene, allora ciao!

(quattordici minuti dopo)
driin…
-ehi, ciccino, ti è passata l’ansia?
-si
-lo sai che ti voglio bene, vero?
-si
-e perché allora mi fai venire i complessi e i sensi di colpa?
-perché, come vedi, dopo mi richiami e mi chiedi scusa

posted by Umbe 9:37 PM *** |
 
La figura del muratore mi sta coinvolgendo da più parti, in queste ultime settimane. Mi porta sentimenti contrapposti. Da una parte c’è il muratore metello, lavora infaticabilmente per due soldi sui ponteggi della Firenze a cavallo tra l’ottocento e il novecento, si trova a lottare e a scioperare contro i padroni per avere due lire in più di salario, quando comprare il pane costava mezza giornata di lavoro, quando per risparmiare si facevano a piedi i venti-trenta chilometri tra la città e la campagna per raggiungere la famiglia, il sabato sera e poi di nuovo il lunedì mattina presto, quando scioperare significava davvero un sacrificio enorme, significava rinunciare al salario per una, due, tre, settimane, significava digiunare, significava arrivare a un tale stato di esasperazione da essere sempre lì lì sul punto di mettere le mani addosso al padrone, o a uno dei suoi caporali, significava farsi qualche giorno in galera, significava tante cose. Al muratore metello va ovviamente tutta la nostra simpatia e la nostra stima.
Poi c’è un altro muratore. Lavora sui ponteggi di Padova e provincia a cavallo tra il novecento e questo secolo, che non saprei come chiamare, non ha i problemi di metello, c’ha la macchina la moto una bella casa tante altre belle cose guadagna un sacco di soldi e c’ha la sua Ersilia in una donna che starebbe meglio essere la mia, Ersilia. E per questa ragione, questo muratore non mi sta per niente simpatico. Proprio per niente. A lui si che gli farei fare tre anni di prigione. Il fatto è che a questa novella Ersilia piacciono i muratori, ha sempre pescato i suoi amori tra questa categoria di lavoratori. Sto seriamente pensando di cominciare la carriera di manovale, per vedere se ne nasce qualcosa. Tra qualche anno potrei essere anch’io muratore, e cogliere i frutti delle fatiche. È che giugno è un brutto periodo, per iniziare questo lavoro.
Ci penserò

posted by Umbe 4:47 PM *** |


{Monday, June 09, 2003}

 
I miei momenti erotico-sentimentali più alti vissuti al Mr. Tambourine Man, che mi vengono in mente oggi perché stamattina ho visto la pornofornara, dopo tanto tempo. Donde viene l’appellativo? Adesso ve lo dico. Intanto dal fatto che lavora come commessa in un panificio. Un giorno entra in pizzeria questa ragazza, andazzo e discorsi piuttosto disinvolti, pur non essendo io e lei in rapporti di cosi' profonda confidenza, voglio dire che la ragazza già si presta di suo con i suoi atteggiamenti a certi pensierini e commenti, mi dice guarda dove m’è uscito un foruncolo, si alza la gonna e mi mostra l’interno coscia! Ovviamente io il foruncolo non l’ho visto, o meglio, non l’ho proprio guardato. “Ma guarda un po’, dico io, dove t’è uscito….”
Poi c’è quest’altra signorina, belloccia, con l’occhietto furbetto. Ragazza madre. Nel senso che io non so chi sia il padre, ma forse non lo sa nemmeno lei. Non giudico la situazione, ma adesso capirete perché dico questo. Entra in pizzeria, una sera, con il pidocchietto, il quale sa appena due parole, mi guarda, mi indica, e boffonchia “papà…..”
Eh no, eh no, non ho capito, vorrai mica affibbiarmi il frutto dell’Errore, il segno del Male, il peso dell’Incoscienza, le conseguenze del Peccato, senza che abbia neppure consumato? No, no, non ci siamo, adesso vai a casa mangi la pizza ti rilassi e poi spieghi al poppante la storiella di te e di suo padre, di te e del suo non padre, dei suoi tanti possibili padri, di te che avresti dovuto tenere un diario e annotarti sera per sera i nomi dei potenziali inseminatori, raccontagli quello che vuoi, poi gli spieghi che il pizzaiolo non ha niente a che fare con lui, né con la sua mamma, e che puo' mica andare in giro prendere uno a caso guardarlo e dirgli “papà”
Dai, cerca di capirmi, non si puo'….

Altra defezione, al lavoro. Questa pero' mi intristisce più delle altre. Questione di soldi, come sempre, miseria infame, bastardi i soldi. Gran bella personcina, la Federica. Sottostimata. Ma non da me. Il capocarovana, che ieri faceva fatica a reggersi in piedi per quanto aveva bevuto, occhi rossi, lucidi e gonfi, barcollando incerto tra i tavoli, rilanciava pateticamente le sue offerte di euro in euro, cercando di convincerla a rimanere
-ma se ti do sei, rimani?
-no
……
-ma se ti do sette, rimani?
-no
……
-ma se ti do otto, rimani?
-no
-...
-ma tu sai almeno spinare un pesce, che vuoi tanti soldi? Eh? Lo sai spinare?
-no. Ma tanto dove vado non devo spinare pesci!

Eh eh, che personalità, che carattere…
(Che culetto)
s’i fossi foco/
arderei...
suo moroso, porca puzzola, quello, arderei. Un bel focherello, e non se ne parla più

caldo infame

riavro' la mia macchina. E con la sua anima. Che bellezza... Mi costucchia, ma cosa sono i soldi, davanti ai sentimenti, all’amore?

posted by Umbe 1:41 PM *** |


{Saturday, June 07, 2003}

 
Dunque, in un ippodromo corrono tre cavalli e nove rospi. Si divertono solo i cavalli. Poi vanno tutti insieme, dato che sono amici, a festeggiare qualcosa nello stagno, dove si divertono molto i rospi, e i cavalli meno, sono a disagio. Qual è il senso di tutto questo, amici? Niente, solo che sia che siate rospi a casa dei cavalli, o cavalli a casa dei rospi, non dovete rompere le balle, lo sapevate prima di partire, abbiatene consapevolezza e finisce li'.


Stasera novità al lavoro. Suonatore di pianobar in un angolo del terrazzo estivo. Perfetto nel suo ruolo. Pantalone nero, camicia altrettanto nera, assolutamente di raso, capello lungo ingellato tirato all’indietro raccolto in una fluente coda di cavallo, occhiali, espressione vagamente assorta o assente (non dico da scemo, questo no; da artista, ecco), un po' di bracciali e catene d’oro a impreziosire il corpo, sigarette rigorosamente MS, forse aspirante ma poi mancato cantante di liscio alle sagre di paese con gruppone al seguito di ventiquattro elementi, o forse uno di quei quarantenni che qualche anno fa andavano per locali a mettere il karaoke e che adesso si è evoluto e fa delle vere serate, ciccetta al seguito che lo accompagna nelle canzoni. Per dire il vero, la ciccetta non era per niente male, no. Né come cantante, né come ciccetta. La tavolata fissa dei sei nonni del venerdi ha apprezzato. Carucci, comunque. Mi sono ripassato tutto il repertorio musicale della canzone popolare (seppure d’autore) del tempo di quando mio nonno era un baldo e vigoroso giovanotto e aveva la vita davanti, da Luciano Tajoli a Raul Casadei. I nonni commentavano esaltati, anche se con una leggera malcelata vena di malinconica nostalgia
-altri tempi….
-eh si, altri tempi….
-ah, che bei tempi….
(- uh, che bei tempi)


ho comprato una trappolina per formichine, una di quelle scatoline bianche con due forellini e il cibo velenoso dentro, che dovrebbe attirare le formichine e poi spappolargli il fegatino, ma non subito, bensi' dopo che se ne sono tornate nel formicaio, cosi' da far andare a pascolare nelle verdi praterie del cielo anche tutte le altre formichine che invece di andarsi a cercare, con responsabile senso del dovere, il cibo, stanno a casa a cazzeggiare e profittano della buona volontà e della gentilezza delle compagne più generose. O forse c’è una gerarchia, o nonnismo, non saprei. Ho investito due euri e sessanta centesimi, che, con questi chiari di luna, sono davvero una cifra, per me. Beh, le formichine non sembrano proprio per niente attratte. Continuano a passeggiare incuranti e sdegnose vicino alla scatolina senza nemmeno non dico entrare, non dico nemmeno fermarsi, ma addirittura senza nemmeno girare la testolina per vedere da dove proviene quel profumino. Ho preso una formichina, l’ho messa delicatamente vicino al forellino quello con la scritta entrata, e sapete? Si è girata e se ne è tornata indietro. Dico, si è girata e se ne è tornata indietro. Ci sono rimasto male. Se non altro per l’investimento sbagliato. Adesso capisco quello che ha provato Baggio quando qualche anno fa ha investito dei soldini in favolose miniere di non so cosa che poi si sono rivelate un disastro. Lo posso capire, adesso. Ma come, io le ho lette le istruzioni, dovevo solo aprire i forellini e posizionare la trappolina da qualche parte. Forse tu formichina non le hai lette? Perché non stai al gioco, eh? Perché non fai la tua parte? Devi entrare, caricarti sulla gobba qualcosa, uscire dall’altra parte, e togliere il disturbo, portando i miei saluti alle tue amichette. Ok? Domani ci riproviamo, e vediamo di rispettare le regole e i ruoli, questa volta, senno' m’incazzo. Siamo intesi?


Siamo invitati a casa dell’avvocato Nicola, infiltrato al corso di portoghese, per una cenetta di fine corso. Avvocato assunto da un sindacato, non voglio nemmeno sapere quale, che tiene alle pareti il poster di nanni moretti. Capito? Dice “voi portate il vino alla cena ci penso io”
-seee, so io cosa mangiate, voi comunisti!
Manuel dice – mi raccomando appena appena rosato
(cos’è, ti piace la carne al sangue?)
-beh, comunque dipende anche dal colore che aveva prima di entrare in forno, eh eh
-speriamo almeno che sia disossato, e nicola, non portarlo in tavola con le unghiette, se puoi tiracele via te


Cri mi dice
-mi piacerebbe fare ancora un viaggio con te
-…hmmm
-come, scusa?
-non lo so, prima dovresti farmi delle promesse
-quali promesse?
-dovresti promettere di non rompere le balle, per esempio
-beh, si, hai ragione, sono stata un po’ pesante l’ultima volta
-e poi dovresti promettere di non doverti lavare proprio tra le cinque e le sei, che lo sapevi che se c’era una cosa a cui tenevo di quella vacanza era stare nei pub alle cinque, che lo sai che in quei posti suonano a quell’ora li', e te l’avevo detto io faccio tutto quello che vuoi vengo dove vuoi vengo perfino a perdere ore e pazienza nei centri commerciali che lo sai quanto lo odio ma non toccarmi la musica nei pub tra le cinque e le sette
-si, è vero, hai ragione
-e poi dovresti promettere di non telefonare a casa tutti i giorni per chiedere di ritelefonarti che hai la tessera scarica e non c’hai più batteria e aspetta che ti do il numero di qui e richiamami subito e passami toni e passami mario e passami maria e per favore ripassami toni e toni di' per favore a mario e mario di' a bepi per favore che e ripassami maria e porca puttana io dico ma se ci hai appena parlato e ripassami toni e io dico ma andate tutti affanculo e naturalmente tutto questo succede tutti i giorni tra le sei e le sette dopo che tra le cinque e le sei ti sei lavata e dico adesso è anche inutile uscire tanto vale stare a casa in giro non c’è più niente e penso che cazzo ci sono venuto a fare qua con te e adesso esco da solo e vado al pub da solo come un vero pescatore locale al bancone sullo sgabello dammi una stout faccia incazzata non parlo con nessuno sono stanco ho pescato tutto il giorno mi immedesimo nel ruolo lasciami ascoltare ‘sta concertina e ‘sto mandolino e se sapessi bestemmiare come un pescatore indigeno adesso ci starebbe proprio bene tu lavati pure da qui alle otto fai fai e poi dalle otto alle dieci telefona a chi vuoi fai con calma e questa è l’ultima volta che vengo in vacanza con te, con quello che m’è costato…
-beh, si.. hai ragione…. Prometto! Prometto tutto!
-uhmmm…..

posted by Umbe 4:06 AM *** |


{Thursday, June 05, 2003}

 
" Io penso e credo che in Arno non c'è cascato, ci si è buttato. Era una persona istruita, aveva vissuto bene, le sue idee non gli avevan portato che disgrazie, e alla fine, malgrado il vino che suzzava, l’acqua gli era salita alla gola prima di quella dell’Arno. Bisogna esserci nati per resistere a questa vita, guai se uno è in grado di fare dei paragoni. Io ho settant’anni, e son contento di come sto, non sono mai stato né meglio né peggio. L’importante è che non mi manchi il vino.”

capito? guai se uno è in grado di fare dei paragoni

-pito?
-...
-dì pito! DI' PITO!
-pito

posted by Umbe 8:29 PM *** |
 
senti, krusty, mi piaci parecchio. adesso fa troppo caldo, ma appena torna la bella stagione ti invito a uscire, che ne dici? a ottobre te lo richiedo, intanto tu pensaci

posted by Umbe 3:11 AM *** |


{Wednesday, June 04, 2003}

 
qualcuno ha visto il mago merlino?

posted by Umbe 1:11 PM *** |


{Tuesday, June 03, 2003}

 
(cantato)
tanti auguri a te
tanti auguri a te
tanti auguri a ale
ma la moretti d'oro a meeeee
clap clap clap

posted by Umbe 2:19 PM *** |
 
"per sistemare la macchina" dice
-ci vorranno circa cinquemilacinquecento euri
-ah si? ah beh, dunque, fammi fare due conti dunque un euro è aspetta quant'era... ah si 1927,36, mi pare, si dunque, no, oppure era 1936,27 non me lo ricordo mai... vabbè, arrotondiamo, dunque, 1930,00 per 5500.. dunque...
*OOOOHHHH .... OOOOOOOH.... OOOHHH PORCA PUZZOLA OOOOH PORCA MISERIA SOZZONA INFAME INFIMA E INFINGARDA PUTRIDA E PUTREFATTA BESTIA IMMONDA SPORCHISSIMA LURIDISSIMA LADRA INFAME INCANCRENITA MARCIA PURULENTA PUZZOLENTE ROGNOSA IMPANTANATA (....BOH!) ET CETERA ET CETERA**
vabbè, dai, senti, fammi un pacchettino, per favore, che me la porto via cosi' com'è
si ripete da * a ** ad libitum

posted by Umbe 2:15 PM *** |

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